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Svizzera
Il Liechtenstein cede, ora tocca alla Svizzera?
Redazione
17 anni fa
Evasione fiscale: il Principato è pronto allo scambio dei dati

La 'caccia' ai paradisi fiscali ha fatto oggi le prime 'vittime' e in Svizzera continua ad aumentare la pressione sul segreto bancario. Stamani il Liechtenstein si è detto pronto a collaborare in materia di evasione e frode fiscale; poco dopo anche Andorra e Belgio hanno annunciato di voler allentare il proprio segreto bancario. E secondo voci sempre più insistenti la prossima potrebbe essere la Svizzera. Per il momento dalla Confederazione giungono reazioni alquanto prudenti, anche se il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha ammesso che "la situazione potrebbe complicarsi".A tre settimane dal vertice del G20 a Londra, la paura di finire sulla "lista nera" dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) fa tremare molte roccaforti del segreto bancario, in particolare i cosiddetti paradisi fiscali. Secondo indiscrezioni dei media, una lista provvisoria dei paesi che non collaborano conterrebbe una trentina di nomi: oltre ai già presenti Andorra, Liechtenstein e Monaco, l'OCSE avrebbe ora aggiunto tra gli altri Svizzera, Lussemburgo, Austria, Singapore e Hong Kong. Il Liechtenstein è dunque passato oggi al contrattacco con una "nuova strategia": il governo del Principato ha indicato di voler accettare gli standard di trasparenza e di scambio di informazioni dell'OCSE. Vaduz non vuole tuttavia cedere sul segreto bancario, pur sottolineando che la protezione della sfera privata non va utilizzata per coprire reati fiscali. Concretamente, il Principato propone agli Stati interessati di concludere accordi bilaterali sullo scambio di informazioni non solo in caso di frode ma anche di evasione fiscale. Le trattative devono inoltre permettere agli attuali clienti della piazza finanziaria del Liechtenstein di segnalare alle autorità fiscali i patrimoni non dichiarati. Già a partire da domani inizieranno le trattative con la Germania, il più acerrimo nemico di Vaduz in materia fiscale, mentre a inizio aprile sarà il turno della Gran Bretagna. Il Principato ha già firmato con gli Stati Uniti un simile contratto, la cui entrata in vigore è prevista nel 2010. L'obiettivo è di essere stralciati dalla lista nera dell'OCSE. Dopo l'annuncio del Liechtenstein, le decisioni si sono susseguite con un effetto domino. Il governo di Andorra, Principato incastonato tra Francia e Spagna, ha annunciato di voler abolire entro novembre il proprio segreto bancario grazie ad accordi bilaterali di scambio di informazioni fiscali. In seguito è giunto l'annuncio del Belgio: il ministro delle finanze Didier Reynders, parlando al parlamento, ha detto che nel 2010 il paese entrerà "nel sistema di scambio delle informazioni" per la fiscalità sui risparmi, in vigore tra gli altri partner europei. Il segreto bancario sarà poi abolito per tutti i paesi. L'Austria ha invece fatto sapere che non intende modificare la propria legislazione in materia. Sulla stessa linea si erano espresse negli scorsi giorni anche le autorità lussemburghesi. In Svizzera le prime reazioni sono prudenti. Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha detto che il governo svelerà la propria strategia solo domani, in occasione della seduta settimanale. Ai microfoni della televisione romanda, il ministro delle finanze ha comunque ammesso che la Svizzera ed il suo segreto bancario sono sotto pressione. La notizia non sembra inquietare più di tanto nemmeno l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che ha tuttavia ribadito la propria opposizione a uno scambio automatico di informazioni, come avviene tra i paesi dell'Unione europea.

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