
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è intenzionata a revocare il passaporto rossocrociato a un 19enne presunto jihadista dalla doppia nazionalità svizzera e italiana. Come riportato ieri da SRF, si tratterebbe del primo caso mai accaduto in Svizzera.
Il giovane è accusato di essersi recato in Siria per arruolarsi sotto le bandiere dell'ISIS. Al momento nessuno sa dove si trovi, anche se alcune indiscrezioni lo darebbero per morto durante un attacco aereo nei dintorni di Kobane.
Se la SEM dovesse andare fino in fondo, si tratterebbe di un prima assoluta a livello nazionale. Da più di 60 anni è in vigore una disposizione particolare che consente di ritirare il passaporto elvetico a cittadini con la doppia nazionalità la cui condotta reca una grave minaccia agli interessi o alla reputazione della Confederazione. La revoca del passaporto è una misura amministrattiva che la SEM è autorizzata ad attuare in accordo con il Servizio delle attività informative della Confederazione e le autorità cantonali.
La polizia federale può in seguito impedirne l'accesso in territorio svizzero.
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