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Cybercriminalità
Il gruppo di hacker AKIRA prende di mira la Svizzera: colpite 200 aziende
Redazione
un anno fa
Gli attacchi si sono intensificati negli ultimi mesi, arrivando fino a 5 a settimana. Danni per diversi milioni di franchi a livello nazionale. Le autorità federali invitano a non pagare riscatti e a denunciare ogni caso.

Negli ultimi mesi il gruppo di pirati informatici AKIRA ha intensificato gli attacchi ransomware contro imprese svizzere. Secondo un comunicato congiunto del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), di fedpol e dell’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), circa 200 aziende sono già state colpite, con danni per diversi milioni di franchi a livello nazionale e centinaia di milioni di dollari a livello globale.

Un'inchiesta partita nel 2024

Dal 2024 il MPC conduce un procedimento penale contro ignoti per acquisizione illecita di dati, danneggiamento di dati ed estorsione. Gli attacchi, rivendicati dal gruppo Akira, sono iniziati nel marzo 2023 e si sono intensificati negli ultimi mesi, arrivando fino a 4–5 a settimana (un record in Svizzera). Il gruppo hacker agisce tramite programmi speciali appositamente sviluppati a tale scopo e dispone di un'infrastruttura informatica distribuita in più Paesi a livello internazionale. Il gruppo esercita la cosiddetta “doppia estorsione”: i dati vengono rubati, crittografati e resi inaccessibili, con la minaccia di pubblicazione sul darknet se il riscatto non viene pagato.

Non pagare i riscatti

Le autorità federali raccomandano di non pagare mai i riscatti poiché contribuiscono a finanziare le attività degli autori e raccomandano di consultare le autorità prima di prendere decisioni. Molte vittime, sottolinea l'MPC, rinunciano a sporgere denuncia temendo per la loro reputazione. Ma sporgere denuncia aumenta le probabilità di successo nella lotta contro questi gruppi criminali.

Attacchi evitabili

Nonostante gli attacchi siano generalmente complessi, la maggior parte di essi è evitabile, sottolineano le autorità. Spesso la vulnerabilità sfruttata è legata a sistemi non aggiornati o accessi remoti non protetti da autenticazione a due fattori. In caso di attacco occorre bloccare subito le connessioni internet (web, e-mail, accesso a distanza e VPN da sito a sito), verificare i backup e isolare i sistemi infetti. L’UFCS mette a disposizione sul proprio portale una guida pratica dal titolo: Sono vittima di un attacco ransomware. E adesso?