
Non più solo un grotto, ma un polo di aggregazione intergenerazionale. Questo il nuovo “Progetto Matafontana” presentato dal Consiglio parrocchiale di San Vittore, che mira a valorizzare lo storico grosso della bassa valle “ridandogli l’originale dimensione sociale, promuovendo lo scambio intergenerazionale e offrendo la possibilità alle associazioni del territorio di usufruire degli spazi disponibili”. In vista della scadenza a dicembre dell’ultimo contratto in corso e considerata la necessità di interventi di ristrutturazione il Consiglio Parrocchiale, dopo aver reperito i fondi grazie alle donazioni di fondazioni benefiche e “generosi donatori privati”, “ha cercato una soluzione innovativa, giungendo alla decisione di assumere la gestione dell’attività, con l’obiettivo di ottenere l’ottimizzazione del potenziale, non esclusivamente a carattere economico, del bene comune”.
Un’opportunità occupazionale
La valorizzazione di tutti i prodotti locali con il coinvolgimento dei produttori di vino e di bevande della valle Mesolcina, di tutte le macellerie della regione e di diversi produttori di generi alimentari, faranno del Grotto Matafontana una vetrina d’eccezione del “fatto nel Moesano”, alle porte del Ticino. Un aspetto molto importante, si legge nella nota, riguarda anche l’opportunità occupazionale offerta dal Progetto Matafontana a persone in difficoltà residenti in valle, che affiancheranno uno staff di professionisti della ristorazione e anche per quanta riguarda la manutenzione.
Animazione e prezzi contenuti
Sul piano dell’animazione, inoltre, la collaborazione con organizzazioni come la Scuola di Musica del Moesano, L’ATTE (Associazione Ticinese Terza Età) e l’Associazion Culturala Rorè-San Vitor (che, si legge, hanno da subito hanno sostenuto con entusiasmo il progetto) garantiranno la presenza di attività ricreative e culturali rivolte a tutte le fasce d’età. Altro punto di forza del progetto, considerando la sua natura non a scopo di lucro, sarà quello di contenere i prezzi in modo da consentire a un pubblico più vasto di approfittare della proposta di ristorazione. “Il Grotto Matafontana non perderà, quindi”, scrive il Consiglio parrocchiale, “le sue caratteristiche originali ma, al contrario, riscoprirà la vocazione aggregativa tipica della struttura, divenendo polo d’attrazione e luogo di promozione della cultura locale”.
Apertura nel 2021, per evitare che la Moesa diventi una “regione dormitorio”
Il Consiglio parrocchiale prevede che, dopo la realizzazione degli importanti lavori di riammodernamento delle strutture, si prevede che le attività abbiano inizio con il mese di marzo 2021. Questa non è la prima iniziativa del genere del Comune Parrocchiale di San Vittore, che già nel recente passato si è fatto promotore di una serie di iniziative volte a creare momenti di aggregazione sociale in quanto, si legge, “attento al rischio della trasformazione del Moesano in una ‘regione dormitorio’e sensibile alla necessità di intervenire ove possibile per evitare tale metamorfosi”.
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