
È un comunicato che rischia di far discutere, quello diramato ieri dal Consiglio di Stato vodese.
Si tratta infatti di un comunicato ufficiale con il quale il Governo presieduto da Pierre-Yves Maillard invita gli stranieri a chiedere il passaporto svizzero prima dell'entrata in vigore della nuova legge federale sulle naturalizzazioni, che entrerà in vigore a inizio 2018.
"Il Consiglio di Stato incoraggia la naturalizzazione degli stranieri" è il titolo del comunicato, nel quale il Consiglio di Stato spiega che la nuova legge renderà più severe le condizioni di accesso alla nazionalità svizzera. "Ma la legge attuale resta applicabile ai candidati alla naturalizzazione che avviano la loro procedura prima dell'entrata in vigore della nuova legislazione" spiega il Governo, riaffermando il suo "attaccamento alla naturalizzazione".
"Il 2018 segnerà un cambiamento di paradigma in materia di naturalizzazione, con una limitazione delle condizioni di acquisizione della nazionalità svizzera" scrive il Governo vodese. "A partire da questa data, se la durata di soggiorno in Svizzera passerà da dodici a dieci anni, i candidati dovranno essere titolare di un permesso di domicilio (permesso C) e attestare delle conoscenze di una lingua nazionale, non solo oralmente ma anche per iscritto. L'ordinanza federale rafforza inoltre le esigenze, in particolare in termini di dipendenza dall'aiuto sociale."
"In questo contesto, il Consiglio di Stato vuole rimarcare la sua volontà di promuovere le procedure di naturalizzazione, volontà scritta pure nella Costituzione vodese" si legge ancora nel comunicato. "Il Governo precisa che tutte le domande di naturalizzazione depositate prima del 1° gennaio 2018 saranno trattate sotto l'attuale regime legale. In questo prospettiva, il Servizio della popolazione sarà organizzato in modo da rispondere alla domanda."
In conclusione il Governo vodese invita "tutte le persone straniere interessate dalla procedura e che ritengono di avere le condizioni necessarie a depositare una domanda di naturalizzazione presso il proprio comune di residenza. Nel contempo, il Governo incoraggia i comuni, attori essenziali nel processo di naturalizzazione, a restare implicati nell'accompagnamento dei candidati."
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