
Il Consiglio federale raccomanda alla Camere di respingere l'iniziativa popolare dei Verdi Liberali "Imposta sull'energia invece dell'IVA". In linea di massima approva l'idea di fondo di tassare l'energia per conseguire gli scopi della politica climatica ed energetica, ma respinge la soppressione dell'imposta sul valore aggiunto. Secondo il governo non è auspicabile che l'ammontare della tassa proposta sull'energia si orienti esclusivamente sulle entrate attuali dell'IVA. Per finanziare le amministrazioni pubbliche sarebbero necessarie tasse sull'energia assai elevate che supererebbero di molto la misura giustificabile di una politica energetica e climatica. L'iniziativa in questione, depositata il 17 dicembre 2012 dal Partito dei Verdi Liberali, chiede l'introduzione di un'imposta sulle energie non rinnovabili (come il petrolio, il gas naturale, il carbone e l'uranio) proponendo di compensare l'onere fiscale supplementare che graverebbe sul consumo di energia mediante la soppressione dell'IVA. Con la loro richiesta gli autori dell'iniziativa intendono accrescere l'efficienza energetica, promuovere le energie rinnovabili e ridurre le emissioni di CO2. Il Consiglio federale approva l'impostazione e condivide anche il parere degli autori dell'iniziativa secondo cui la prevista riduzione delle emissioni di CO2 e dei gas a effetto serra nonché del consumo di energia a lungo termine debba essere conseguita principalmente con misure inerenti ai prezzi. In alcuni punti essenziali tuttavia l'iniziativa non coincide con i piani del Consiglio federale che, in ambito energetico, mirano a una transizione graduale dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione. Secondo il governo la sostituzione dell'imposta sul valore aggiunto con una tassa sull'energia comporterebbe un importante aumento dell'onere per le imprese rispetto alla situazione attuale. Sia le imprese che le economie domestiche a basso reddito verrebbero maggiormente gravate.
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