
Lorenzo Quadri interroga il Consiglio federale sulla decisione dei ministri delle finanze del G7 che, “hanno stabilito, di recente, il principio di un’aliquota globale minima (“global minimum tax”) del 15% sui profitti esteri delle società multinazionali”. Questo perché, secondo Quadri, “Vari Paesi nel mondo si trovano confrontati con deficit importanti a seguito della pandemia da coronavirus” e “quando i governi hanno le casse vuote, procedono ad aggravi fiscali”.
Secondo Quadri “Ancora una volta, paesi stranieri pretendono di dettare a noi quante tasse dobbiamo prelevare: questo per evitare fenomeni, a loro sgraditi, di concorrenza fiscale. Una simile ingerenza nella nostra sovranità fiscale non deve essere tollerata. Così come non si vuole, a giusto titolo, permettere all’UE di imporci le sue leggi ed i suoi giudici stranieri tramite l’accordo quadro istituzionale, allo stesso modo non si può accettare supinamente che il G7 prescriva alla Svizzera le aliquote fiscali che deve applicare”.
Lorenzo Quadri chiede dunque al Consiglio federale:
-E’ intenzione del Consiglio federale difendere la sovranità fiscale della Svizzera?
-Quali conseguenze potrebbe avere, a mente del CF, un’applicazione in Svizzera della “global minimum tax” del 15% decisa dal G7 per quanto attiene alla probabile partenza di importanti contribuenti giuridici ed alla conseguente perdita di gettito?
-La stima di 3-4 miliardi di minor gettito annuale è attendibile?
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