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Il Gottardo spacca l'inverno: in un lustro a nord si sorride, il Ticino piange
©Fiorenzo Maffi
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Keystone-ats
3 anni fa
In Ticino in cinque anni l'affluenza negli impianti di risalita è diminuita del 61% e gli incassi sono scesi del 39%. Rispetto a quella del 2021/22, ancora più povera di neve, la stagione appena passata ha registrato, rispettivamente, del 69 e del 37%.

Quest'inverno il Ticino ha dovuto fare i conti con scarse precipitazioni nevose. Una condizione che ha sì portato il Cantone a segnare un +69% per quanto riguarda l'affluenza e +37% per gli incassi rispetto alla stagione 2021/22, che ricordiamo è stata ancora più povera di neve, ma nell'ultimo lustro i dati sono crollati, rispettivamente, del 61 e del 39%.

Sorride il resto della Svizzera

Stando ai dati diffusi ieri dall'associazione di categoria Funivie svizzere nel periodo compreso dall'inizio della stagione sino a fine aprile è stata registrata una flessione (su base annua) del 12% dell'affluenza e del 9% del fatturato. Nella comparazione con la media degli ultimi cinque anni la contrazione a livello di primi ingressi si riduce a -1%, a fronte di un +6% sul fronte dei ricavi. La discrepanza fra i due dati è segno quindi che i prezzi sono aumentati. Nel confronto con la stagione da primato 2021/2022 tutte le regioni elvetiche - fatta astrazione per il sud delle Alpi - mostrano cifre in calo. Significativi sono per esempio i dati del Vallese (-7% l'affluenza, -6% i proventi, su base annua), dei Grigioni (-9% e -7%), nonché dell'Oberland bernese (-17% e -15%). Il confronto con l'ultimo lustro presenta accenti diversi; in primo piano è il Vallese (+10% e +14%), mentre maggiore stabilità è mostrata dall'Oberland bernese (-5% e +2%) e dai Grigioni (+2% e +9%). "L'intera stagione invernale è stata una grande sfida per le regioni montane, a causa della scarsa quantità di neve naturale e dei rari periodi di bel tempo" afferma il direttore di Funivie Svizzere Berno Stoffel, citato nella nota. "Grazie all'innevamento artificiale e all'impegno dei dipendenti si sono però evitati grandi passi indietro".

I piccoli faticano a emergere

Interessante sono anche le differenze in base alle dimensioni delle imprese di gestione degli impianti. L'analisi della media quinquennale mostra che le grandi società si sviluppano meglio di quelle più piccole: mentre il numero di ospiti è aumentato del 9% per gli operatori con oltre 20 milioni di franchi di fatturato annuo, è diminuito del 46% per le ditte con meno di un milione di ricavi. "Le aziende più grandi sono in grado di adattarsi meglio alla mancanza di neve o alle mutate esigenze degli ospiti", osserva Stoffel.

Sguardo all'estate

Il settore guarda ora all'estate. "Molte società iniziano l'attività stagionale già a maggio e gli impianti di risalita con attività estiva esclusiva, come quelli che conducono a montagne panoramiche, sono già aperti. Poiché negli ultimi anni le attività sportive in montagna sono diventate sempre più popolari, siamo certi di poter offrire agli ospiti esperienze indimenticabili nella natura anche nella stagione estiva", conclude l'esperto.