
"Gli svizzeri non credono alla fatalità. E hanno ragione: loro fanno i controlli". Questo il titolo di un articolo pubblicato sul quotidiano italiano La Verità dall'editorialista Riccardo Ruggeri, che fa un'analisi sulla politicizzazione dei fatti di Genova.
"Trovo idiota che da una parte tutti i "competenti" siano schierati con i Benetton, dall'altra tutti gli "incompetenti" contro Benetton" scrive Ruggeri. "Che modo di ragionare è mai questo?" si chiede. "Un punto dovrebbe essere acquisito. I ponti non crollano per fatalità. Se fai la manutenzione come la fanno gli svizzeri, in caso di problemi o li chiudi, o, se del caso, li abbatti prima che crollino (era il caso del Morandi?). Un punto è fermo: nessuno deve morire per colpa di un ponte".
Riprendendo diversi esperti svizzeri citati dai media elvetici, che escludono la fatalità applicata ai ponti, Ruggeri loda la Svizzera per l'avanguardia delle tecniche di manutenzione delle strutture portanti, la celerità con cui avvengono i controlli e gli ingenti finanziamenti stanziati per i lavori.
"Ci rendiamo conto di cosa è avvenuto?" si chiede Ruggeri. "Una cinquantina di automobilisti prendono l’autostrada per fare prima, pagano un biglietto e muoiono precipitando in un fiume, cento metri sotto, perché il ponte si è sbriciolato. Nessuna fatalità, ma incompetenza allo stato puro, diciamocelo, di un'intera filiera di società civile, rivelatasi composta da dilettanti allo sbaraglio".
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