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Friburgo
Il dramma di Kerzers riporta il focus sull'emarginazione sociale
Tragedia di Kerzers, tanti gli interrogativi. Dalle cause, al profilo della persona che si è data fuoco sull'Autopostale. Torna dunque al centro del discorso il tema dell'emarginazione sociale e della solitudine. Per capire quali sono le sfide, le difficoltà e l'importanza di chi lavora nell'ambito psichiatrico ne abbiamo parlato con un'esperta.

«È veramente una cosa insolita, sia nei modi in cui questa persona ha posto fine ai suoi giorni, sia alla gravità del gesto, sia in termini di conseguenze per altre persone che apparentemente non avevano alcun legame con l’uomo», così Magda Chiesa direttrice delle Cure presso l’OSC commenta il dramma di Kerzers. Dramma in cui un 65enne si è dato fuoco sull’Autopostale. «Un uomo disperato, ma non aggressivo». Questo il profilo delineato dal proprietario del camper in cui soggiornava raggiunto dal Tages-Anzeiger. «Difficoltà a trovare una proprietà fissa, problemi fisici», prosegue il proprietario. Le autorità confermano inoltre le sue difficoltà nel gestire le questioni amministrative. Un quadro che fa tornare in auge il tema dell’emarginazione sociale e della solitudine: «L’emarginazione acuisce tutto quel mondo di solitudine che non fa bene a nessuno e soprattutto non fa bene ad una persona vulnerabile», ci dice Chiesa. «Il rischio è di uscire dai radar della rete di accompagnamento di questa persona». 

Gli obiettivi della rete

Una rete, quella coordinata dall’OSC, fitta che ha l’obiettivo di rendere capillare la cura attraverso la prevenzione con servizi complementari: «Non sempre una persona presa in carico per un problema psichiatrico è totalmente consapevole di avere bisogno di aiuto», spiega Magda Chiesa. «Questa è la grande sfida: la sfida nel creare un’alleanza terapeutica e di lavoro con queste persone. L’obiettivo è quello di riconoscere i segni premonitore di una crisi e pertanto chiedere aiuto tempestivamente e sapere a chi chiedere aiuto».  

La sfida preponderante

Cure proporzionali alla sintomatologia del paziente. È questa la principale sfida, afferma Magda Chiesa. «Non possiamo offrire più protezione di quanto è necessaria e non possiamo sottrarci laddove c’è un bisogno. È come se noi dovessimo costantemente spostarci su una sorta di cursore che si muove su due polarità: la protezione estrema e la garanzia libertà».

L'emarginazione al giorno d'oggi

Una problematica, quella dell’emarginazione sociale, accentuate nell’epoca moderna. «Sembra paradossale in un’epoca in cui la connessione la faccia da padrone», dice l’esperta. «In realtà ci accorgiamo che c’è tanta solitudine, tanta competizione che poi porta le persone a dover vivere costantemente in una situazione di stress per rispondere alle mille attese e pressioni che arrivano dalla famiglia, da sé stessi e da una società che non è particolarmente inclusiva per chi non ce la fa o per chi è più vulnerabile degli altri».

«Non puntare il dito contro i pazienti»

Magda Chiesa poi sottolinea, come fatto anche dal procuratore generale friborghese Raphaël Bourquin a straordinarietà del fatto di Kerzers e mette in guardia dal puntare il dito nei confronti delle persone con problemi psichiatrici: «Una minima parte delle persone che hanno un problema psichiatrico si rendono artefici di atti così drammatici. Se guardiamo la cronaca in realtà attentamente la stragrande maggioranza degli atti delinquenziali non sono commessi da chi ha un problema psichiatrico», conclude Magda Chiesa.