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Berna
Il diritto penale minorile va inasprito
Fiorenzo Maffi
Fiorenzo Maffi
Ats
10 ore fa
La Camera dei Cantoni ha accettato di aumentare da quattro a sei anni la privazione massima della libertà per i giovani a partire dai 16 anni, e da uno a due anni per i quindicenni

I minorenni colpevoli di reati gravi saranno giudicati con maggiore severità. Dopo l'approvazione del Nazionale, oggi il Consiglio degli Stati ha adottato parzialmente una mozione che chiede un inasprimento del diritto penale minorile.

Con 30 voti a 12 e un'astensione, la Camera dei Cantoni ha accettato di aumentare da quattro a sei anni la privazione massima della libertà per i giovani a partire dai 16 anni, e da uno a due anni per i quindicenni.

L'atto parlamentare

L'atto parlamentare - depositato dalla consigliera nazionale Nina Fehr Düsel (UDC/ZH) - formulava tre altre richieste di inasprimento, che però - a differenza del Nazionale - sono state bocciate con 37 voti a 6.

Concretamente, l'autrice della mozione chiedeva che, in caso di crimini gravi, venissero comminate pene senza la condizionale e, qualora un giovane si fosse mostrato poco cooperativo verso tale misura, la pena detentiva venisse eseguita in un penitenziario. I «senatori» hanno anche rifiutato l'idea che, in caso di reati particolarmente gravi, si potesse applicare il diritto penale degli adulti.

Il sistema attuale «non funziona»

A nome della Commissione, Daniel Jositch (Indipendente/ZH), ha ribadito che il sistema attuale in materia di diritto penale minorile funziona, e ha quindi proposto al plenum di concentrarsi esclusivamente su un inasprimento mirato e quindi di accogliere solo il punto inerente all'aumento della privazione della libertà. Ciò dovrebbe consentire di infliggere una sanzione adeguata ai pochi minorenni che hanno commesso gravi atti di violenza e per i quali le misure attuali non hanno prodotto l'effetto auspicato, ha spiegato il professore di diritto penale all'università di Zurigo.

Secondo la maggioranza del Consiglio degli Stati, gli altri punti della mozione inciderebbero invece in misura eccessiva sul sistema già collaudato del diritto penale minorile.

Dossier al Nazionale

Il «ministro» di giustizia Beat Jans ha invitato a respingere la mozione in toto. A suo avviso, il sistema attuale funziona e gode di un riconoscimento internazionale. Ha inoltre sottolineato che non esiste alcuna correlazione statistica tra la severità delle condanne e la recidiva. Per Jans, le misure educative e terapeutiche risultano molto più efficaci sul piano del reinserimento sociale dei giovani, come dimostra anche il basso tasso di recidive in Svizzera.

Il dossier torna al Consiglio nazionale.