
Il direttore dell’ospedale vallesano Eric Bonvin ha descritto come estremamente gravoso, dal punto di vista umano ed emotivo, il trattamento dei giovani pazienti dopo il grave incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana. In un’intervista alla SonntagsZeitung, Bonvin ha spiegato che attualmente undici pazienti sono ancora ricoverati.
Un lungo percorso di guarigione
La maggior parte delle vittime presenta gravi ustioni al viso e alle mani. Ferite che comportano un percorso di guarigione lungo e complesso e che, in molti casi, lasceranno segni permanenti. "Una gran parte di questi giovani resterà segnata dalle cicatrici per tutta la vita", ha affermato il direttore, sottolineando anche l’elevata vulnerabilità psicologica dei pazienti in questa fase.
I commenti sui social
A preoccupare Bonvin sono inoltre le reazioni sui social media. In particolare, alcuni commenti definiti “crudeli”, nei quali le vittime vengono liquidate come semplicemente "dei ricchi”. Un atteggiamento che il direttore si augura non aggravi ulteriormente il trauma vissuto dalle persone colpite.
Dopo l'emergenza, inizia la fase di riabilitazione
Dopo l’afflusso massiccio dei primi giorni, la situazione si è temporaneamente stabilizzata. Tuttavia, molti feriti torneranno in ospedale tra circa un mese per le cure successive e per la riabilitazione. Poiché gran parte delle vittime proviene dal Vallese, la struttura sanitaria si sta già organizzando per affrontare questa nuova fase.
Colpita un'intera regione
Il dramma ha colpito in profondità l’intera regione. "Questa profonda emotività la percepisco in tutte le persone coinvolte: nella polizia, nei politici, nel personale sanitario e anche in me stesso. Siamo tutti costantemente sull’orlo delle lacrime", ha concluso Bonvin. Un’esperienza che, pur rappresentando un momento di massima intensità professionale, resta emotivamente estremamente pesante per chi è chiamato a intervenire.

