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Svizzera
“Il Covid presto non sarà peggio dell’influenza”
Marco Jäggli
6 anni fa
Marcel Salathé, epidemiologo della task force Covid-19, era stato uno dei più critici verso le politiche del Consiglio federale. Ora pensa che la situazione si sia stabilizzata

Secondo Marcel Salathé, epidemiologo dell’EPFL, si sono fatti dei passi importanti nella gestione del coronavirus, tanto che, ha dichiarato questa domenica alla SonntagsZeitung, a inizio 2021 nel paese il Covid-19 potrebbe non essere peggiore di un’influenza stagionale. La situazione sarebbe infatti “davvero buona”. Queste dichiarazioni sono particolarmente rilevanti perché, fin da giugno, Salathé era stato una delle voci più critiche a riguardo delle politiche decise dal Consiglio federale e in particolare da Daniel Koch., sostenendo inoltre che Confederazione e cantoni dovessero essere più veloci ed efficienti nei risultati dei test e nel tracciamento dei contatti.

“Controllo dei contagi più efficace”
Adesso, l’epidemiologo e professore dell’EPFS, la pensa diversamente: nonostante la media di 400 casi al giorno infatti, spiega Salathé, “Adesso i controlli funzionano” e “i cantoni riescono sempre meglio a seguire e rompere le catene di contagio”, anche perché questa è presa “più seriamente” in tutte le regioni della Svizzera.

Non teme la seconda ondata
Riguardo alla situazione nei prossimi mesi, anche qui Salathé si dimostra ottimista, distanziandosi da chi teme una seconda ondata, e vede come improbabile la tesi che bisognerà indossare la mascherina sul posto di lavoro. Al contrario, pensa che la situazione migliorerà. Inoltre, ha aggiunto di ritenere promettente lo stato dello sviluppo dei vaccini: “Da ci sarà disponibile un vaccino o un medicamento efficace e le ospedalizzazioni saranno sotto controllo, la situazione cambierà completamente”. A quel punto, ha affermato, il Covid-19 sarà allo stesso livello di un’influenza stagionale.

Swisscovid “funziona”
Sempre nell’intervista al domenicale, Salathé, esperto anche di nuove tecnologie informatiche, ha anche spiegato come la tanto discussa SwissCovid starebbe funzionando perfettamente, anche se la sua efficacia potrebbe essere migliorata con più utilizzatori. Secondo lui, l’UFSP dovrebbe comunicare meglio i buoni risultati alla popolazione per convincerla a installare l’app. L’app, va segnalato, è comunque già stata scaricata da 2,3 milioni di persone e attivata da 1,8 milioni di esse.

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