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Svizzera
"Il coronavirus non va in vacanza a Pasqua"
"Il coronavirus non va in vacanza a Pasqua"
"Il coronavirus non va in vacanza a Pasqua"
Redazione
6 anni fa
Il Consiglio federale ha informato sull'attuale situazione in Svizzera. Koch: "Siamo a metà strada"

Alle 14.00 il Consiglio federale ha indetto una conferenza stampa per fare il punto della situazione in Svizzera. Sono presenti Daniel Koch, delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per il Covid-19; Hans-Peter Lenz della cellula di crisi del DFAE; Stefan Blättler, presidenre della Conferenza dei comandanti di polizia cantonali; e il brigadiere Raynald Dorz, capo delle operazioni di comando del personale. 

15:29 - Fine conferenza stampa

15:22 - Ci sono over 65 che hanno avuto il Covid-19 e che sono guariti. Perché questa limitazione per gli over 65? Koch: "Non vale solo per gli over 65, ma per tutti i gruppi a rischio, che vengono definiti in base a quanto si ammalano più spesso. Non è che le persone più anziane corrono un rischio più basso: bisogna prendere atto di questo rischio maggiore". 

15:20 - Attualmente non c'è un coprifuoco. Ma la Polizia è in grado di convincere le persone a tornare a casa? Lenz: "Non si può obbligare le persone, ma possiamo convicerle a non recarsi in Ticino. Ma se le persone non violano niente possono continuare il loro viaggio. Ai singoli automobilisti diciamo che non ha senso, perché l'obiettivo prioritario è un altro". 

15:18 - C'è una statistica sul tasso di mortalità per gli over 65? Koch: "Questa statistica c'è, ma non ce l'ho qui con me. Ma posso dire che più la persona è anziana, più alto è il tasso di mortalità". 

15:13 - Se si formano code al portale nord del San Gottardo a Pasqua, cosa farete? Blättler: "La Polizia sarà presente per sensibilizzare la popolazione. Se ci sono code, è un dato di fatto. Solo il Consiglio federale può decidere se chiudere il San Gottardo, ma è una misura difficilmente attuabile. Ci sono anche lavoratori ticinesi che avranno bisogno di transitare". 

15:10 - Lavoratori a rischio. I sindacati dicono che c'è un milione e mezzo di salariati che rischiano la loro salute andando a lavorare. Non bisogna limitare i rischi? Koch: "Non conosco questa cifra, ne abbiamo una diversa. Non credo che attualmente ci sono dei lavoratori messi a repentaglio. Siamo coscienti che le ordinanze sono state adottate velocemente, sicuramente ci sono dei punti da discutere e migliorare. Ma ricordo che ci sono interessi differenti tra i vari partner sociali".  

15.00 - Quanto è importante allentare queste misure? Perché stare ancora chiusi in casa? Koch: "L'accettazione da parte della popolazione è importante, sia quando si adottano o si allentano le misure. Se la popolazione non capisce, allora non serve a nulla. È quindi fondamentale che i cittadini capiscano le raccomandazioni e le mettano in pratica". 

14:56 - Rinvii di cittadini svizzeri malati in Italia da parte della Confederazione? Koch: "Il DFAE non si è occupato di questi casi. Sono voli della Rega che si sono occupati di rimpatriare alcuni malati di Covid-19". 

14:53 - Come si spiega questa riduzione dei casi? Se dovessero risalire, cosa succede? Koch: "Il comportamento della popolazione svizzera ha sicuramento contribuito a gestire questi casi. Ora è importante tenere duro, siamo a metà strada. Una volta allentate le misure, vedremo che succede". 

14:50 - Cure intensive in Germania: informatici hanno elaborato una mappa in cui si vedono i posti delle cure intense. È concepibile metterlo a disposizione per la Svizzera? Koch: "Non conosco questa mappa, ma in Svizzera abbiamo una lista dei letti che viene fornita dagli Stati maggiori cantonali". 

14:48 - Alcune persone hanno avuto anche una ricaduta. Come è il decorso della malattia? Koch:"Ci sono molti decorsi clinici. Non di rado, dopo un decorso non particolarmente drammatico, si assiste a un peggioramento del paziente. Si discute molto su questo punto. Per alcuni pazienti c'è una iperreazione del sistema immunitario, ma aspetterei i risultati dello studio clinico". 

14:46 - State misurando il grado di immunità della popolazione? Koch: "Diverse Università lo stanno facendo. Siamo interessati a scoprier qual'è il tasso medio di contagio della popolazione e lo si potrà valutare in base a questi studi". 

14:40 - Quali sono le cifre concrete per concludere il confinamento e porre fine ai contagi? Koch: "Stiamo riflettendo sui vari scenari. Ci sono diverse cifre che abbiamo osservato: c'è il sistema delle nuove infezioni e i casi positivi, la cifra delle ospedalizzazioni, il numero dei letti in cure intensive. Stiamo discutendo con i medici cantonali, che hanno una visione più vicina al campo. Non c'è una soglia limite chiara, bisogna tenere conto di diversi scenari". 

14:36 - Il numero dei contagi nell'Esercito. Dorz: "728 persone sono in quarantena (persone entrate in contatto con un malato, ma sono sane e sono chiuse in caserma), 49 in isolamento (chiuse in un locale) e 172 sono risultate positive. 240 militi invece non si sono presentati dopo l'ordine di marcia e verranno rimandati alla giustizia militare". 

14:34 - Ai sensi della lista più recente dei dispositivi medici, ci sono gli antibiotici. Alcune sostanze attive scarseggiano o solo certe confezioni? Koch: "gli antibiotici non rappresentano un problema, non sono legati all'epidemia. L'infiammazione ai polmoni non può essere guarita con gli antibiotici. Se ci siano davvero penurie in questi ambiti, non glielo so dire. Ma ci sarebbero comunque alternative".

14:32 - La Confederazione ha una panoramica sulle cure intense per malati di Covid-19 e sui posti disponibili? Koch: "Si, ce l'abbiamo. Fortunatamente da nessuna parte le disponibilità sono state sfruttate tutte, quindi ci sono ancora posti. Solo una parte di queste capacità sufficienti, è dovuto al fatto che abbiamo creato posti speciali per i pazienti Covid-19. In Svizzera ci sono attualmente ancora 643 posti di cure intensive disponibili". 

14:31 - Inquietutinde sulle persone malate che non si recano all'ospedale. Koch: "È una tendenza che è stata rilevata dagli specialisti. Sono quindi inquietudini fondate". 

14:29 - Il problema, avete detto, non è risolto. Ma molti pensano già al dopo. È troppo presto per pensarci? Koch "È il Consiglio federale che deve occuparsi di questa problematica. Ma ci sono una serie di indizi che dovremo prendere in considerazione. Le misure verranno allentate, ma evitando il rischio di una seconda ondata. Dobbiamo pianificare il periodo dopo il 19 aprile e farlo in maniera ordinata". 

14:27 - Test su anticorpi. Qual'è il loro uso? Koch: "Vengono utilizzati a scopo di ricerca nell'ambito di studi, e poco sul mercato. È una questione del libero mercato che deve giocare. Imporremo un obbligo di notifica nel caso in cui i test risultassero positivi. Ma non c'è un registro. Per i positivi prenderemo i nominativi e vedere la tracciabilità". 

14:26 - Prevedete di chiudere alcune strade? Lenz: "Dipende dalle situazioni. Se ci sono troppe automobili o persone e non è possibile rispettare le misure, allora è possibile prevedere di chiudere una strada, sempre comunque in base al buon senso". 

14:24 - In Giura e Neuchâtel ci sono molte auto targate in Svizzera tedesca. Blättler: "Nelle scorse settimane parlavamo sopratutto del Ticino e del Vallese, ora abbiamo constatato che ci sono altri luoghi turistici amati. Invitiamo di nuovo le persone a non lasciare la propria casa e a rinunciare ai viaggi". 

14:24 - Iniziano le domande

14:21 - Dorz sulle vacanze di Pasqua: "Continueremo a sostenere sette giorni su sette. Il coronavirus non fa vacanza durante la settimana di Pasqua e non dobbiamo abbassare la guardia. Proprio per questo l'esercito, oltre ad aiutare, deve dare il buon esempio alla popolazione. Anche i militi in questo momento non possono infatti tornare a casa dai propri cari. Rimarremo nelle caserme, abbiamo organizzato il massimo di attività affinché si possa trovare anche momenti di riposo".

14:19 - Il brigadiere Dorz sui militari messi in campo. "Sono 3800 i militi nei settori sanitari, di cui 2400 militi istruiti. Questi giovani non fanno concorrenza al sistema sanitario, ma sono complementari. 728 persone sono in quarantena, mentre 172 persone testate sono risultate positive al Covid-19. Le scuole reclute sono avviate e sono indispensabili per garantire la sicurezza. Abbiamo bisogno di queste scuole reclute e vanno concluse: preparano i quadri per la prossima emergenza". 

14:17 - Blättler: "Concludo con una buona notizia. Si temeva che i numeri di casi di violenza domestica sarebbero aumentati. Fortunatamente non abbiamo notato questa tendenza. Continueremo a tenere d'occhio la situazione". 

14:08 - Test del weekend superato. Blättler: "Lo scorso weekend è stato un po' un banco di prova per i giorni di Pasqua, che come società siamo riusciti a superare. La popolazione ha capito l'urgenza di queste misure e ringraziamo le forze dell'ordine in tutta la Svizzera. Ci troviamo in un campo di tensione tra il buon senso e l'applicazione di queste misure. La presenza della Polizia è stata rafforzata ovunque, e lo sarà anche durante la settimana di Pasqua. Non è possibile chiudere tutte le strade, ma in alcune casi può rivelarsi opportuno sbarrare alcuni accessi. Le grigliate sono tanto discusse. Gli eventi privati non sono vietati, ma vige il divieto di assembramento oltre le 5 persone. L'ordinanza non è qui per punire le persone, ma per frenare la diffusione ulteriore di questo virus. Non è la Polizia a decidere di applicare ulteriori misure, ma lo sviluppo epidemiologico della malattia. Se il virus sarà contenuto, ce lo diranno le autorità della sanità. Vi invitiamo a non andare in montagna né in luoghi turistici, rinunciando alle vostre passeggiate e a rimandarle a tempi migliori. Si tratta di perseverare come società. L'appello va a tutta la popolazione". 

14:06 - Lenz sul rimpatrio dei cittadini elvetici all'estero: "I rimpatri hanno raggiunto il loro culmine. La maggioranza degli svizzeri che erano bloccati all'estero sono riusciti a tornare. La frequenza dei voli verrà quindi gradualmente ridotta. Le persone che ancora rimangono devono utilizzare questi voli organizzati dal DFAE. Finora sono stati effettuati 21 voli di rimpatrio. Il DFAE organizza questi voli quando non ci sono più voli commerciali e i cittadini ne fanno richiesta. Dovranno essere ancora organizzati alcuni voli, ad esempio in luoghi come Mumbai (India), Auckland (Nuova Zelanda) o Kinshasa (Repubblica democratica del Congo). La cooperazione internazionale in questo caso è fondamentale. Diverse migliaia di cittadini risultano ancora registrati al di fuori del territorio della Confederazione, ma probabilmente si tratta di persone che non hanno intenzione di tornare in Svizzera. La situazione dei voli commerciali cambia di giorno in giorno. Ci sono alcune compagnie aeree che hanno riaperto, altre no". 

14:03 - Koch: "Le persone che hanno malattie acute non devono aspettare per farsi curare. È importante che non evitino di andare al pronto soccorso o rivolgersi a un medico per paura di essere contagiate dal coronavirus. Esistono anche altri problemi oltre al coronavirus e non bisogna trascurare le cure a causa dell'epidemia attuale. Questo vale anche per i genitori con bambini malati". 

14.01 - Prende la parola Daniel Koch, che commenta i dati odierni (+590 nelle ultime 24 ore contro +975 fra venerdì e sabato). "La situazione sembra stabilizarsi e migliorare lentamente. Ma abbiamo avuto comunque una cifra notevole di decessi e le persone che si trovano attaccate ai respiratori sono molte. È presto per dire che il problema è stato risolto. Il nosto appello alla popolazione è che continui a rispettare le misure". 

14.00 - Inizia la conferenza stampa

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