
Nelle scorse settimane la valutazione della popolazione rispetto all'operato del proprio datore di lavoro è migliorata costantemente, raggiungendo, con un voto di 4,7 su una scala dall'1 al 6, la popolarità dell'esercito. Sul primo gradino del podio a parimerito "famiglia" e "sistema sanitario", valutati 5,2 punti ciascuno. Questi i risultati di una serie di sondaggi che Comparis svolge regolarmente dall'inizio dell'emergenza coronavirus, ogni volta su un campione di 1'000 abitanti. Le categorie oggetto di valutazione sono governo, il sistema sanitario (ospedali, studi medici, hotline di consulenza medica, ecc.), la propria famiglia, il proprio datore di lavoro, gli attori del settore finanziario (banche, assicurazioni, Banca nazionale, ecc.), l’esercito e la popolazione svizzera in generale.
In Ticino l'aumento più significativoTre settimane fa, in Svizzera, solo il 41,2% degli intervistati aveva giudicato da «buone» a «ottime» le misure adottate dal proprio datore di lavoro per contrastare il coronavirus. Secondo l’ultimo sondaggio, questa percentuale si situa ora al 45,3%. La valutazione degli sforzi dei datori di lavoro è aumentata soprattutto in Ticino: se tre settimane fa solo il 35% dei ticinesi assegnava al proprio datore di lavoro il voto 5 e 6, oggi questa percentuale è del 52%, la più alta di tutte le regioni linguistiche della Svizzera. «Con l’aumento del lavoro ridotto sono stati in molti a capire in che misura il proprio datore di lavoro sia stato colpito dalla crisi, il quale si è quindi assunto la responsabilità per i propri collaboratori», afferma l’esperto di finanze presso Comparis Leo Hug. Resta da vedere, sottolinea però comparis, se i dipendenti dimostreranno lo stesso grado di comprensione e pazienza, laddove il ritorno alla normalità dovesse avvenire in condizioni di rigore.
La crisi unisce soprattutto le famiglie ticinesiÈ migliorata in modo particolare in Ticino anche la valutazione della propria famiglia. Attualmente il 93% giudica le misure da «buone» a «ottime» (rispetto all’85,3% del sondaggio di marzo). Nell’insieme svizzero, la percentuale degli intervistati che ha assegnato alla propria famiglia un punteggio da 5 e 6 è aumentata solo leggermente, passando dall’80,8 all’82,7%.
La popolazione valuta male... la popolazioneDi tutte le categorie scrutinate, il giudizio più basso va al comportamento della popolazione, che ottiene solo 3,9 punti su 6. E tanto più giovani sono gli intervistati, tanto peggiore è la valutazione dei loro concittadini. A confronto, il voto delle persone a partire dai 50 anni di età si mantiene sul livello della sufficienza, ma il punteggio aumenta con l’avanzare dell’età degli intervistati. «Evidentemente i giovani sono più critici nei confronti del comportamento della popolazione, e forse anche più disposti all’autocritica. È anche possibile che le notizie dei media sul comportamento scorretto di alcuni concittadini, soprattutto dei più giovani (come ad esempio lo svolgimento dei cosiddetti ‘corona party’) abbiano portato le generazioni più giovani a interrogarsi sul proprio comportamento», osserva Liane Nagengast, ricercatrice di mercato presso Marketagent. «È tuttavia fondamentale che le generazioni più anziane si mostrino riconoscenti nelle settimane e nei mesi a venire, poiché in caso contrario si rischierebbe uno sgretolamento progressivo della solidarietà soprattutto nell’ambito della previdenza sociale», avverte l’esperto di Comparis Leo Hug.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

