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Il coronavirus e le centrali nucleari: "Serve chiarezza"
Il coronavirus e le centrali nucleari: "Serve chiarezza"
Il coronavirus e le centrali nucleari: "Serve chiarezza"
Redazione
6 anni fa
L'associazione Medici per l'ambiente critica il silenzio delle autorità competenti riguardo alla salute dei dipendenti

L'impatto del coronavirus sulla sicurezza delle quattro centrali atomiche elvetiche non deve essere argomento confidenziale. È la posizione dell'associazione Medici per l'ambiente (MpA) che critica le bocche cucite delle autorità competenti, ritenendo di interesse pubblico il possibile contagio dei dipendenti.

L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) si è rifiutato di fornire informazioni sulle conseguenze dell'epidemia per i reattori nucleari presenti in Svizzera, lamenta Medici per l'ambiente in una nota odierna. Un atteggiamento che l'organizzazione non tollera, visti i potenziali rischi.

"Sono indignato", ha affermato, citato nel comunicato, il vicepresidente di MpA Alfred Weidmann. "Se ci fosse un incidente nucleare grave, il nostro Paese non esisterà più nella forma attuale", ha aggiunto.

L'accento viene messo su eventuali impiegati responsabili della sicurezza presso le centrali contagiati dal coronavirus. Altrove infatti, membri del personale si sono ammalati. In Francia, ricorda l'associazione, tre dipendenti sono risultati infetti, mentre in Inghilterra l'impianto di Sellafield è stato spento dato che oltre 1000 collaboratori si trovano in quarantena.

Secondo MpA, la situazione comporta dei pericoli: un'epidemia fra lavoratori molto specializzati, con mansioni di sorveglianza delle centrali nucleari, potrebbe provocare una falla nella sicurezza o addirittura un incidente. Per capire tra le altre cose se nella Confederazione ci sono casi di contagio e se delle squadre sono pronte a intervenire come rimpiazzo, l'organizzazione si è rivolta all'IFSN, organo che però non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito, definendo la questione "confidenziale".

Medici per l'ambiente non accetta che il problema venga liquidato in tal modo e, viene precisato nella nota, si accerterà in tempi brevi sull'obbligo dell'IFSN a comunicare su coronavirus e sicurezza delle centrali atomiche. In caso di carenza di personale, l'organizzazione chiede di spegnere gli impianti, piuttosto che correre rischi accresciuti.

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