
Il consigliere federale socialista Alain Berset continua a godere della fiducia del suo partito anche dopo la fuga di notizie in seno al Dipartimento federale dell'interno sulla strategia anti-Covid del governo. Lo ha detto il co-presidente del PS Cédric Wermuth.
Nonostante i rimproveri, Berset ha senza dubbio fatto "un lavoro eccellente" durante la pandemia , ha affermato oggi Wermuth alla "Samstagsrundschau" di Radio SRF. Il friburghese conduce una politica nell'interesse del bene comune: questo è il punto decisivo, e non la personalità di un consigliere federale.
Per Wermuth i partiti concorrenti "fanno campagna elettorale"
Wermuth ha accusato la concorrenza politica di fare campagna elettorale con le indiscrezioni emerse una settimana fa. A suo dire il momento in cui sono state fatte le rivelazioni non è casuale. Non si tratta della prima campagna contro il Partito socialista, ha proseguito il consigliere nazionale argoviese. Egli non ha tuttavia voluto fare supposizioni su chi abbia trasmesso alla "Schweiz am Wochenende" informazioni sui contatti tra l'allora capo della comunicazione di Berset Peter Lauener e il direttore di Ringier Marc Walder.
"Non giungiamo a conclusioni affrettate"
Al contempo Wermuth ha messo in guardia dalla condanna a priori e da conclusioni affrettate: "Voglio una vera sentenza, e non una rapida". Oltre alla giustizia tocca al Consiglio federale nel suo insieme e alle Commissioni della gestione del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati occuparsi del tema. Le indiscrezioni vanno chiarite, ha aggiunto il consigliere nazionale argoviese. Spetterà ai tribunali decidere se si sia trattato di violazioni del segreto d'ufficio in senso giuridico. Il fatto che Berset non voglia rendere pubbliche altre informazioni è una decisione personale, ha proseguito il 36enne. Il ministro dovrà spiegarsi davanti agli organi competenti.
Ritardi "colpa del procuratore federale"
Al contempo il co-presidente del PS ha respinto le accuse secondo cui la politica ritarda il chiarimento delle circostanze. Piuttosto, a suo dire, ci si ritrova nella situazione attuale perché il procuratore federale straordinario Peter Marti ha apparentemente compiuto "errori importanti" nell'ambito della sua inchiesta. Anche la fuga di notizie ostacola la giustizia: nessuna persona interessata al chiarimento della vicenda avrebbe dovuto trasmettere le informazioni. Wermuth ha poi criticato le richieste di pubblicazione immediata di informazioni. Chi lo esige vuole di fatto una condanna a priori dei membri dell'amministrazione federale citati per nome. È giusto trattare i dati con cura.
"Governo colabrodo"
Al consigliere nazionale argoviese non piace poi il modo falso con cui viene portata avanti la discussione: "Purtroppo da alcuni anni il governo è un vero e proprio colabrodo per quanto riguarda il contenuto delle sedute", ha sostenuto. Le indiscrezioni sono ormai all'ordine del giorno nella Berna federale. A suo avviso tutti coloro che sostengono di non esserne stati consapevoli sono ipocriti.

