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Svizzera
Il Consiglio federale stanzia 125 milioni per i rifugiati
Il Consiglio federale stanzia 125 milioni per i rifugiati
Il Consiglio federale stanzia 125 milioni per i rifugiati
Redazione
7 anni fa
Lo scopo è quello di mitigare le condizioni di vita di parte dei 68,5 milioni di persone sfollate

125 milioni di franchi in favore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) per il periodo 2019-2022. È questa la somma che il Consiglio federale ha deciso di concedere oggi per mitigare le condizioni di vita di parte dei 68,5 milioni di persone sfollate, di cui 25,4 milioni sono considerate rifugiati.

Solo nel 2018, a causa delle numerose crisi in tutto il mondo, oltre 21 milioni di persone hanno ricevuto assistenza o protezione dall’ACNUR, principalmente nella loro regione d’origine, spiega una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

L’85% dei rifugiati - spesso costretti a fuggire - è accolto in Paesi in via di sviluppo vicini ai loro Paesi d’origine. Nonostante gli sforzi di questi Stati, i rifugiati si ritrovano spesso senza mezzi di sussistenza e sono privati dell’accesso ai servizi di base. Soltanto il 61% dei bambini rifugiati nel mondo può frequentare la scuola primaria, contro il 92 degli altri. L'anno scorso, la Svizzera ha sostenuto l’ACNUR con un importo di 43 milioni. Inoltre, 31 membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario sono in missione per questa organizzazione nei settori della protezione delle popolazioni e dell’acqua.

In merito al conflitto in Siria, l’ACNUR svolge un ruolo cruciale per la protezione di queste persone e come difensore dei principi umanitari presso i governi interessati. Dal 2011, la Svizzera ha sbloccato oltre 42 milioni per sostenere le attività dell’ACNUR a favore di 5,6 milioni di rifugiati nei Paesi limitrofi e di 6,2 milioni di sfollati interni in Siria. Finora ha stanziato in totale 397 milioni per l’aiuto alle vittime della crisi siriana. In termini finanziari, questo impegno è il più cospicuo nella storia della Svizzera, sottolinea il DFAE.

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