
La penuria di gas e le possibili soluzioni. Sono questi i temi trattati oggi dal Consiglio federale in una seduta di clausura. Il governo ha discusso diverse varianti di restrizioni, divieti e un possibile contingentamento per prepararsi a una eventuale penuria di gas. Ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia (DEFR) di elaborare entro il 31 agosto due progetti d'ordinanza, che verranno posti in consultazione presso le cerchie interessate.
I due fronti sui quali intervenire
Visto che la Svizzera non dispone di impianti per la produzione e lo stoccaggio stagionale di gas naturale, in caso di carenze, oltre alla commutazione degli impianti bicombustibili, l'unico altro fronte sul quale si può intervenire per diminuire il consumo è quello della domanda, ha affermato in conferenza stampa il ministro dell'economia Guy Parmelin.
Misure di gestione vincolanti vengono disposte solo in caso di penuria imminente o già sopraggiunta e servono a impedire un peggioramento della situazione in materia di approvvigionamento e a evitare che si rendano necessarie misure di più ampia portata, ha puntualizzato Parmelin, aggiungendo che le disposizioni sono sempre limitate nel tempo e vengono revocate il prima possibile.
Il piano d’azione
Il ministro ha tracciato a grandi linee il modo in cui interverrebbe. Non appena inizia a delinearsi una situazione di penuria vengono lanciati appelli al risparmio a tutti i consumatori di gas naturale, affinché il consumo diminuisca. Se si incorre comunque in una carenza, l'Esecutivo può ordinare l'interruzione delle forniture di gas per tutti gli impianti commutabili.
Se queste misure dovessero rivelarsi insufficienti, è possibile ridurre ulteriormente il consumo degli impianti a monocombustibile tramite contingentamento. Ne sarebbero interessati tutti i consumatori, ad eccezione dei clienti protetti, ossia le economie domestiche e i servizi sociali di base come ospedali e organizzazioni di primo intervento. Le aziende colpite avrebbero la possibilità di acquistare contingenti rimasti inutilizzati mediante un pool. Sarebbe così possibile, secondo il Governo, contenere i danni economici.
Dopo la consultazione, che sarà breve, ha precisato Parmelin, le ordinanze entrerebbero in vigore al sopraggiungere di una penuria e i progetti verrebbero adattati in base agli ultimi sviluppi. Tutte le decisioni dipendono da una moltitudine di fattori, in costante evoluzione, ha ricordato infine il ministro.

