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Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa per un fondo per il clima
©Chiara Zocchetti
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Keystone-ats
2 anni fa
L'aumento degli investimenti pubblici richiesto dall'Iniziativa per un fondo per il clima inciderebbe notevolmente sul bilancio federale e andrebbe a discapito di altri settori di attività. Per questi motivi il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare della sinistra.

Già oggi Confederazione e Cantoni stanziano oltre 3 miliardi di franchi all'anno a favore dell'ambiente e della biodiversità. L'aumento degli investimenti pubblici richiesto dall'Iniziativa per un fondo per il clima inciderebbe notevolmente sul bilancio federale e andrebbe a discapito di altri settori di attività. Per questi motivi il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare della sinistra. Stando all'esecutivo, la proposta rischierebbe inoltre di scoraggiare gli investimenti privati e di indebolire il principio secondo cui "chi inquina paga", indica una nota governativa odierna. L'iniziativa per un fondo per il clima, presentata dal PS e dai Verdi il 22 febbraio scorso, mira a creare un fondo le cui risorse confluirebbero, tra le altre cose, in misure per il potenziamento delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica o della decarbonizzazione dei trasporti, degli edifici e dell'economia. I mezzi finanziari necessari andrebbero attinti dal bilancio federale. La Confederazione dovrebbe quindi alimentare ogni anno il fondo con una quota compresa tra lo 0,5 e l'1% del prodotto interno lordo, il che corrisponderebbe, allo stato attuale, a una cifra compresa tra 3,9 e 7,8 miliardi di franchi all'anno.

Emissioni nette pari a zero

Con l'approvazione della legge sul clima e sull'innovazione, l'elettorato svizzero ha già espresso il proprio sostegno all'obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050, sottolinea l'esecutivo. La legge sul clima e sull'innovazione e la legge sul CO2 riveduta contengono una serie di misure di sostegno e incentivi mirati che contribuiscono al raggiungimento di tale obiettivo. Inoltre, la legge sull'approvvigionamento elettrico, sulla quale si voterà il 9 giugno, intende sollecitare il potenziamento delle energie rinnovabili e contribuire alla decarbonizzazione della Svizzera. Il Consiglio federale non ha dubbi circa la necessità di ulteriori investimenti al fine di raggiungere l'obiettivo di emissioni nette pari a zero e di potenziare le energie rinnovabili nazionali e riconosce la portata delle sfide che si presentano in questi contesti.

Nuovo fondo non necessario

Secondo l'esecutivo, tuttavia, non è necessario un nuovo fondo. Nell'ambito della legge sul CO2, della legge sul clima e sull'innovazione e della legge sull'energia, da qui al 2030 la Confederazione stanzierà già 2,5 miliardi di franchi circa all'anno per la protezione del clima e il potenziamento delle energie rinnovabili. A questa somma si aggiungono i contributi nel settore della biodiversità, per un totale di oltre 3 miliardi di franchi all'anno. Inoltre, la legge sull'approvvigionamento elettrico prevede ulteriori strumenti di sostegno per il potenziamento delle energie rinnovabili. Stando al Governo, una promozione delle misure con fondi pubblici, come richiesto dall'iniziativa, rischierebbe invece di incentivare un impiego inefficiente dei fondi o addirittura di scoraggiare gli investimenti privati. Inoltre, promuovendo il non assoggettamento delle spese per il clima al freno all'indebitamento, l'iniziativa potrebbe comportare un ulteriore indebitamento della Confederazione, complicando una situazione finanziaria già tesa. È anche per tali ragioni che il Consiglio federale respinge l'iniziativa.

Validità degli strumenti esistenti

Infine, poiché il fondo verrebbe finanziato con fondi pubblici, rischierebbe di indebolire il principio secondo cui "chi inquina paga" sancito nel diritto ambientale. Oltre alle misure di sostegno, la legislazione svizzera in materia ambientale ed energetica punta su una serie di altri strumenti e incentivi per ridurre le emissioni di gas serra negli edifici, nei trasporti e nell'industria e per promuovere il potenziamento delle energie rinnovabili. Eventuali ulteriori misure possono essere definite nelle leggi pertinenti. Per questi motivi, il Consiglio federale incarica il DATEC di presentargli, entro il 22 febbraio 2025, una bozza di messaggio sull'iniziativa per un fondo per il clima, nel quale propone di respingerla senza controprogetto diretto o indiretto.