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Svizzera
Il Consiglio federale non inasprisce le misure
Marco Jäggli
6 anni fa
La decisione è stata presa oggi a seguito dell’analisi della situazione epidemiologica. Per il Governo non ci sono i criteri per un intervento più drastico

Per il Consiglio federale i provvedimenti adottati il 18 dicembre scorso, ossia la chiusura dei ristoranti e delle strutture per la cultura, lo sport e il tempo libero, “sono adeguati e che non è necessario inasprirli”. Lo annuncia il Governo “dopo avere valutato in modo approfondito la situazione epidemiologica attuale”, che pur “resta preoccupante in ragione dell’elevato numero di contagi e della presenza, accertata anche in Svizzera, di due nuovi ceppi di coronavirus”. I consiglieri federali continueranno tuttavia a monitorare la situazione e il 6 gennaio procederanno a una nuova valutazione.

“Riproduzione del virus sotto l’1, ma si fanno meno test”
L’Esecutivo comunica inoltre che il tasso di riproduzione del virus è attualmente inferiore a 1 (0,86 il 18 dicembre). Questo calo e il numero relativamente moderato di nuove infezioni registrate negli ultimi giorni vanno tuttavia interpretati con molta prudenza, scrivono i consiglieri, in quanto “si spiegano infatti perlopiù con il minor numero di test effettuati durante le feste e con il ritardo nelle notifiche dei nuovi casi, delle ospedalizzazioni e dei decessi”.

Nuovi ceppi di coronavirus: 7 i casi rilevati
Dopo che due nuovi ceppi di coronavirus sono stati rilevati in Gran Bretagna e in Sudafrica, il 21 dicembre il Consiglio federale ha adottato provvedimenti per impedirne o rallentarne la diffusione in Svizzera. Un accresciuto sequenziamento dei testi positivi, si legge nel comunicato, ha permesso finora di identificare sette persone infettatesi con queste varianti.

L’esecutivo conferma inoltre che secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, entrambi i nuovi ceppi sono nettamente più contagiosi della forma conosciuta sinora. Per contro, “non vi sono evidenze scientifiche che queste varianti possano provocare un decorso più grave della malattia e nemmeno che possano rendere inefficaci gli attuali vaccini anti-COVID-19”.

Il Consiglio federale ritiene che i provvedimenti adottati il 18 dicembre scorso siano fondamentali per limitare il numero di nuove infezioni e rallentare la diffusione dei nuovi ceppi: “le regole d’igiene e di comportamento restano essenziali per proteggersi dal virus e lottare contro l’epidemia”.

“Servono più test”
“In questo contesto”, si legge ancora, “è inoltre necessario effettuare più test e intensificare gli sforzi per il tracciamento dei contatti. L’Ufficio federale della sanità pubblica, i Cantoni e la task force scientifica lavorano a stretto contatto per adeguare le raccomandazioni agli sviluppi più recenti”. Se invece i nuovi ceppi di coronavirus dovessero diffondersi su scala più ampia, comunica infine il Consiglio federale, “non è da escludere che possano essere adottati provvedimenti supplementari”.

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