Secondo Roland Farrer, un supporto va garantito a lungo termine anche ai sanitari, alla polizia e ai primi soccorritori - «Servirà del tempo prima che le immagini di quella notte vengano elaborate»
Nelle prime ore del 2026 sono stati numerosi i militi allertati per l'incendio scoppiato al locale Le Constellation di Crans-Montana. Un
intervento che lascerà segni indelebili. Secondo il presidente della Federazione
svizzera dei pompieri, il grigionese Roland Farrer, è importante
che chi è intervenuto quella notte riceva un sostegno psicologico. «Non tutti
riescono a tornare alla vita di prima, a tornare al lavoro. Ci sono dunque
anche delle domande dal punto di vista finanziario. L'assicurazione dei vigili
del fuoco può fornire un certo aiuto in questo caso», ha dichiarato Farrer in un'intervista a Keystone-Ats. Un
sostegno psicologico va garantito a lungo termine anche ai sanitari, alla
polizia e ai primi soccorritori. «Servirà del tempo prima che le immagini di
quella notte vengano elaborate», ha spiegato Farrer.
A Crans-Montana gran parte dei pompieri intervenuti erano di milizia. Un
sistema presente soprattutto in periferia, dove i volontari vengono retribuiti
dai Comuni. Può darsi che dopo questa tragedia diventerà più difficile
reclutare personale? «Finora siamo riusciti a gestire tutte le operazioni con
il sistema di milizia. Il nostro problema, che potremmo dover affrontare in
futuro nelle valli periferiche, è lo spopolamento», ha risposto Farrer,
convinto che si troverà sempre gente che ha voglia di aiutare. «Il bello di
questo compito è che possiamo fare qualcosa di buono», ha concluso il pompiere.