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Svizzera
"Il Consiglio federale condivide la desertificazione postale?"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
È quanto chiede il Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, in un’interpellanza inviata oggi. Durante la mattinata infatti, la Posta ha annunciato la chiusura, nei prossimi 4 anni, di ulteriori 170 filiali gestite in proprio.

“È intenzione del Consiglio federale porre finalmente un freno allo smantellamento di filiali postali, che colpisce anche uffici postali ben frequentati?” È una delle domande poste dal Consigliere nazionale, Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi), in un’interpellanza rivolta oggi al Consiglio federale. Durante la mattinata infatti, la Posta ha annunciato la chiusura, nei prossimi 4 anni, di ulteriori 170 filiali gestite in proprio. Ciò significa che entro il 2028 rimarranno 2'000 sedi dotate di personale di cui 600 uffici postali. Secondo Quadri “si tratta dell’ennesima operazione di smantellamento del servizio pubblico postale. La Posta fa sempre meno la Posta per dedicarsi ad attività collaterali ritenute più redditizie, trasformando le proprie filiali in bislacchi bazar”. Con la chiusura delle filiali il Consigliere si dice preoccupato per coloro che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie, come ad esempio gli anziani. “La forzata digitalizzazione penalizza i cittadini. Questo non avviene certo nel loro interesse, come asseriscono i vertici della Posta, ma per il tornaconto monetario dell'ex Gigante giallo”.

Le domande

Nell’interpellanza, oltre all’intenzione del Consiglio federale di porre un freno allo smantellamento di filiali postali, Quadri pone le seguenti domande.

  1. - Quali conseguenze avrà la nuova ondata di chiusure per le regioni periferiche?
  2. - Come valuta il CF la digitalizzazione spinta dei servizi imposta dalla Posta tramite continua riduzione degli sportelli e dell’offerta in presenza (al punto che perfino l’acquisto di francobolli può diventare difficoltoso)?
  3. - Come intende il CF tutelare l’accesso ai servizi postali dei cittadini, in particolare degli anziani, che non hanno familiarità con le nuove tecnologie?
  4. - Non ritiene il CF che le politiche della Posta stiano contribuendo a scavare un fossato digitale tra la popolazione, a tutto danno della coesione sociale?
  5. - Quali garanzie esistono che la chiusura delle 170 ulteriori filiali avverrà effettivamente senza licenziamenti, come annunciato dalla Posta?