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Svizzera
Il Consiglio degli Stati contro… Booking.com
Il Consiglio degli Stati contro… Booking.com
Il Consiglio degli Stati contro… Booking.com
Redazione
10 anni fa
Gli albergatori in rivolta: "Commissioni fino al 50%". Ora una mozione PPD vuole vietare questi contratti

Sempre più cittadini svizzeri si rivolgono a portali online per prenotare un albergo e in effetti i risparmi che si possono ottenere sono spesso notevoli. Ma i servizi offerti da Booking.com oppure Expedia potrebbero finire sotto la scure del Consiglio degli Stati.

I membri della Camera alta del Parlamento si sono infatti attivatiper fare chiarezza sui contratti tra queste piattaforme e gli albergatori elvetici, che a più riprese hanno lamentato la presenza di “contratti capestro” che ne limiterebbero la libertà economica.

Più precisamente, gli albergatori che collaborano con queste piattaforme online sono sottoposti a una clausola vincolante di parità dei prezzi che gli impedisce di offrire, sul sito dell’albergo, dei prezzi inferiori a quelli che si trovano su Booking, Expedia e altri siti.

“Ho le mani legate”, si lamental’albergatore bernese Thomas Kübi sul “Tages Anzeiger”, evidenziando pure come la categoria si trovi a pagare commissioni dal 12 al 50 percento sul prezzo delle camere prenotate online.

Da qui la richiesta d’aiuto alla politica, raccolta dal consigliere agli Stati PPD Pirmin Bischof, il quale ha presentato una mozione volta ad introdurre un articolo di legge che vieti questo tipo di contratto con le piattaforme di prenotazione online.

Ma il Tages Anzeiger sottolinea che, nonostante le lamentele, gli albergatori non possono fare a meno di queste piattaforme: nel 2015 un pernottamento su cinque è stato prenotato online e Booking ed Expedia dominano il mercato. Booking in particolare, con una fetta di mercato pari al 70%.

La Camera alta dovrebbe dare un po’di respiro al settore eliminando la clausola sulla parità dei prezzi, pur andando a ledere la libertà contrattuale. Ma Bischof minimizza, convinto che la strada da percorrere sia quella giusta.

Intanto anche Germania, Francia, Italia e Austria si sono già mosse in tal senso.

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