
Per la prima volta in 25 anni, il commercio globale crescerà a un ritmo più lento del prodotto nazionale lordo (Pil) complessivo dei vari paesi del pianeta e nei prossimi dieci anni registrerà un +2,3%, meno dell'aumento del 2,5% previsto per la crescita economica globale. È quanto emerge da un rapporto congiunto del World Economic Forum (WEF) e di Boston Consulting Group (BCG) intitolato "Protectionism, Pandemic, War, and the Future of Trade".
Dalla pandemia alla guerra
Dopo l'impatto della pandemia, il commercio globale ha dovuto fare i conti con le conseguenze del conflitto ucraino e "si prepara a rallentare nel prossimo decennio in cui la crescita non supererà quella del prodotto interno lordo globale apprestandosi ad affrontare un cambiamento estremamente profondo". Stando alle stime, il commercio mondiale crescerà a un tasso di appena il 2,3% annuo fino al 2031, minore rispetto al 2,5% previsto per la crescita economica globale. Dati in controtendenza rispetto a quanto registrato nel periodo 1995-2008, in cui a ogni punto percentuale di crescita del Pil globale corrispondeva l'1,5% di crescita del commercio globale, e del periodo 2009-2019, in cui entrambi crescevano allo stesso ritmo. "Negli ultimi tre anni il commercio globale ha subito rilevanti turbolenze e, dopo quasi 30 anni in un ambiente commerciale relativamente sicuro, ci troviamo ora davanti a una nuova dinamica Est-Ovest - commenta Andrea De Blasi, managing director e partner di BCG - con nuove polarizzazioni e alleanze, che rimettono in discussione i meccanismi di globalizzazione che abbiamo vissuto sino a pochi anni fa".

