
In occasione della conferenza stampa di oggi nel centro media del Palazzo Federale, il Comitato referendario per un No borghese alla RFFA ha presentato le sue argomentazioni contro la riforma fiscale e sociale.
Per il Comitato, sostenuto tra gli altri dal consigliere nazionale Sebastian Frehner e dall’ex parlamentare Toni Bortoluzzi, il collegamento concordato tra la proposta fiscale e il finanziamento AVS di due miliardi di franchi rappresenta per l'elettore "un inganno inaccettabile".
"Senza vergogna, due tematiche non correlate vengono congiunte in una forma unica - spiega il Comitato - Si pone quindi la questione di come l'elettore dovrebbe votare, in particolar modo per chi è a favore del primo pacchetto ma contro l'altro. Un voto non adulterato all'urna è impossibile. Per evitare una tale situazione, la Costituzione federale richiede il principio dell'"unità della materia". L'unità della materia si esprime come divieto di accoppiamento. Gli aventi diritto al voto non possono essere costretti a decidere con una sola parola, cioè sì o no, su questioni che non hanno un sufficiente nesso tra loro. Ma questo è esattamente ciò che l'Assemblea federale vuole fare collegando la riforma dell'imposta sulle società con il dolcetto per l'AVS. Si tratta di una chiara violazione del principio dell'unità della materia e quindi della Costituzione".
"Questa violazione costituzionale non solo scuote la fiducia degli elettori in politica, ma danneggia anche le giovani generazioni a lungo termine. I due miliardi di caramelle per l'AVS impediranno riforme strutturali a lungo termine. Le soluzioni di Realpolitik vengono impedite, la politica diventa sempre più un baratto per un compromesso che non porta a stabilità. Oggi come oggi è sufficiente attirare l’opposizione con delle caramelle per un finto compromesso e quindi trasmettere i problemi sociali effettivi alla prossima generazione".
Il comitato borghese rifiuta "questa caramella avvelenata" e chiede "il ritorno a un lavoro parlamentare pulito, anche se più arduo" in quanto "è compito della politica perseguire riforme oneste invece di poco chiari inganni".
"L'accordo fiscale e sociale non avrebbe mai dovuto essere deciso in questo modo - conclude la nota del Comitato - È pertanto necessario smascherare questa falsa per via referendaria e garantire la libera espressione dei voti".
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