
In linea di principio, il Consiglio federale vuole mantenere il divieto di lavorare di notte e di domenica. Non vuole saperne di estendere l'abolizione di questo divieto a tutti i negozi e servizi con una superficie inferiore ai 120 m2, come chiedono i Verdi liberali. Il governo non vede alcun motivo valido per una rinuncia generale al divieto del lavoro notturno e domenicale, afferma oggi nella risposta a una mozione di questo partito, che propone di respingere. I Verdi liberali chiedono una revisione della legge sul lavoro che consenta in futuro a tutti i negozi, la cui superficie non supera i 120 m2, di impiegare personale di domenica e di notte senza autorizzazione. Il partito giustifica questa sua esigenza con la prevista liberalizzazione per i negozi ubicati nelle stazioni di servizio. I consumatori che desiderano fare acquisti di domenica o di notte potranno farlo in futuro soltanto nelle stazioni di servizio. Tutto ciò - sostengono i Verdi liberali - non è né corretto, né equo in materia di concorrenza: i titolari di piccoli negozi di quartiere, che non vendono carburante, risulterebbero svantaggiati. Altro appunto: esercitare un'attività commerciale nelle aree autostradali e lungo le arterie a forte traffico turistico è nocivo dal punto di vista ecologico e della pianificazione del territorio. Infatti, i consumatori utilizzerebbero maggiormente l'automobile e lungo le strade sorgerebbero nuovi negozi. Nella risposta, il Consiglio federale denuncia un'abolizione generale del divieto del lavoro notturno e domenicale, che faccia leva su una determinata superficie del negozio. Questo provvedimento non risponde a una necessità provata. Inoltre, i piccoli negozi di quartiere sono sovente imprese familiari, non sottoposte al divieto di lavoro notturno e domenicale. Il governo ricorda poi che il sostegno dato ad altri interventi parlamentari si limita a necessità mirate. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

