
Il presidente della direzione di Novartis, Vas Narasimhan, definisce la Svizzera come il luogo più attraente in Europa per un'azienda farmaceutica, ma non ha escluso possibili ritardi nella commercializzazione di nuovi medicinali se i prezzi saranno ritenuti inadeguati. In un'intervista con l'agenzia Awp, il dirigente ha affrontato innanzitutto il tema strategico della Cina, riconosciuto come mercato di crescita fondamentale. «La Cina è il nostro secondo mercato più grande e dispone ormai di un ambiente normativo molto moderno», ha detto. Allo stesso tempo, «la concorrenza locale sta crescendo fortemente: le aziende cinesi diventeranno sempre più concorrenti globali. Questo ci costringe a innovare più velocemente e a rimanere competitivi».
«La Svizzera è la sede più attraente per la ricerca»
Interrogato sul ruolo della Svizzera in questo contesto globale, il 49enne ne ha elogiato il posizionamento unico. «Circa la metà dei nostri investimenti in ricerca e sviluppo avviene nella Confederazione. Ciò è dovuto all'apertura verso i talenti internazionali, alle condizioni quadro stabili e al forte sostegno statale». Conclusione netta: «All'interno dell'Europa, la Svizzera è attualmente la sede più attraente per la ricerca e la produzione». Il discorso è poi inevitabilmente approdato al tema dei prezzi dei farmaci, su cui Novartis ha recentemente sollevato la voce con un appello pubblico per aumenti nell'Unione europea. Il dirigente ha illustrato la difficoltà di fondo. «Il problema centrale è che le innovazioni nel nostro settore sono finanziate principalmente dagli Stati Uniti, mentre la differenza di prezzo con l'Europa è diventata sempre più grande. Vogliamo riequilibrarla».
La proposta
La ricetta proposta dal CEO si articola in tre punti fondamentali. «Primo, una valutazione più equa dei nuovi medicinali: attualmente in Europa vengono spesso misurati con prodotti di confronto molto vecchi. In secondo luogo, budget più alti per le terapie innovative: questi in Europa, in base al prodotto interno lordo, sono circa la metà di quelli degli USA». E terzo? «Una politica più favorevole all'innovazione». Se questi tre punti venissero attuati, «potremmo riequilibrare la situazione entro tre-cinque anni. Allo stesso tempo, il nostro obiettivo rimane chiaro: i pazienti devono continuare ad avere accesso ai nostri medicinali». In quest'ambito, comunque, quando il giornalista chiede se Novartis potrebbe trattenere farmaci dal mercato svizzero in caso di prezzi insoddisfacenti il manager non ha fornito garanzie assolute. «Questo lo vorremmo evitare», ha chiosato, lasciando però uno spiraglio a scenari diversi. «Potrebbero comunque verificarsi ritardi nelle immissioni sul mercato o modelli alternativi: siamo in discussione con il governo elvetico su questo».

