
Le temperature elevate e la siccità dell’estate appena trascorsa hanno lasciato il segno anche nei corsi d’acqua svizzeri. A preoccupare non è soltanto l’elevata mortalità dei pesci: alcune delle trote sopravvissute appaiono infatti più magre del normale. E gli effetti potrebbero protrarsi per diversi anni.
A confermare il fenomeno a Nau.ch è l’Ispettorato della pesca del Canton Berna. Nei corsi d’acqua maggiormente colpiti dal caldo e dalla siccità, i pesci hanno dovuto affrontare condizioni particolarmente difficili. In situazioni di forte stress tendono infatti a ridurre o interrompere l’alimentazione. A questo si aggiunge la diminuzione del cibo disponibile, provocata dalle alte temperature e dal prosciugamento di alcune zone dei fiumi.
Milioni di pesci morti
Il bilancio dell’estate 2026 è pesante. Secondo le autorità bernesi, diversi milioni di pesci non sarebbero sopravvissuti, tra cui numerosi esemplari giovani nati quest’anno. Nel solo Canton Berna oltre 100’000 pesci sono stati messi in salvo lungo più di cento chilometri di corsi d’acqua. Le conseguenze potrebbero riguardare anche la riproduzione. Le uova delle femmine, spiegano gli esperti, non sarebbero maturate nelle stesse condizioni di un anno normale. Gli effetti dell’estate torrida potrebbero quindi farsi sentire ancora per diversi anni.
Alexander Roschi, della Federazione svizzera di pesca, invita tuttavia alla prudenza: singole catture di trote particolarmente magre non permettono di trarre conclusioni sull’intera popolazione di un corso d’acqua. Per stabilire con precisione l'impatto del caldo sul peso dei pesci servono osservazioni sistematiche e di lungo periodo.
Divieti di pesca in diversi corsi d’acqua
La situazione ha già spinto alcuni Cantoni a intervenire. A Berna, Soletta e Basilea Campagna sono stati introdotti divieti temporanei di pesca in determinati corsi d’acqua o tratti di fiume.
Per la Federazione svizzera di pesca, quanto accaduto quest’estate deve rappresentare un «campanello d’allarme». L'associazione chiede una maggiore rivitalizzazione dei corsi d’acqua, sufficiente disponibilità d’acqua, più zone d’ombra e rifugi naturali. E non esclude il lancio di un’iniziativa popolare per rafforzare la protezione delle acque.

