
È una delle specie più invasive che si sta diffondendo rapidamente anche in Svizzera: stiamo parlando del calabrone asiatico. Un insetto che «sta ormai spopolando» nel nostro Paese. Vista l'ampiezza del fenomeno è stata istituita anche una piattaforma di segnalazione nazionale, alla quale arrivano tra le i 150 e 250 messaggi al giorno, come ha spiegato spiega la biologa Carine Vogel a Keystone-ATS. «Il calabrone asiatico è una delle specie più invasive mai insediatesi nel nostro Paese».
Segnalare subito la presenza
A settembre, inoltre, la stagione dei calabroni non si è ancora conclusa, quindi è presto per poter stilare un bilancio chiaro e completo per l'anno in corso. Ma la maggior parte dei calabroni che vengono segnalati ogni giorno grazie alla piattaforma risultano essere proprio del tipo asiatico, una volta fatte le dovute verifiche. Allo stesso modo, non è ancora possibile valutare se il caldo estivo intenso possa avere un'influsso sullo sviluppo di questa specie, anche se i calabroni giapponesi stanno prosperando in zone europee particolarmente calde. Come negli anni precedenti, i cantoni maggiormente colpiti dalla presenza di questa specie invasiva sono quelli di Vaud e Ginevra. Ma, secondo Vogel, anche i cantoni del Giura, Basilea Città, Basilea Campagna, Argovia, Soletta e Berna sono sempre più interessati da questo fenomeno. Ricordiamo che anche in Ticino è possibile segnalare la presenza di questi esemplari sul sito www.calabroneasiatico.ch.
Come riconoscerlo
Il nome scientifico di questo insetto è Vespa velutina Lepeletier, chiamato anche «calabrone dalle zampe gialle» e più comunemente noto come calabrone asiatico. È un imenottero originario, appunto, del sud-est asiatico, dove è ampiamente diffuso. La sua presenza in Svizzera è stata registrata per la prima volta nel 2017 e da quell'anno non ha cessato di diffondersi, soprattutto nelle regioni della Svizzera francese e in quella nordoccidentale. Il calabrone asiatico si riconosce facilmente da diverse caratteristiche: è leggermente più piccolo della specie autoctona, il colore principale è il nero con sottili strisce gialle sull'addome e le estremità delle zampe sono gialle. Costruisce un piccolo nido primario in primavera in un luogo protetto dalle intemperie, per lo più da mezzo metro fino a tre metri dal suolo, e un nido secondario in estate. Quest'ultimo diventa molto più grande e di solito si trova nella chioma di alberi alti. Sebbene il calabrone asiatico sia pericoloso per gli insetti, è generalmente mansueto nei confronti dell'uomo. Tuttavia, protegge e difende il suo nido. La loro distruzione deve essere quindi eseguita da specialisti qualificati.

Si nutrono delle api
Il calabrone asiatico ha un impatto negativo per il nostro ecosistema, dato che si nutre di api mellifere e di altri insetti, sull'impollinazione e sulla biodiversità. Per proteggere le specie autoctone è dunque necessario agire tempestivamente e distruggere il prima possibile i nidi della specie invasiva. Per individuarli viene quindi profuso uno sforzo considerevole. Una delle persone che da anni si occupa della lotta contro questa specie è l'apicoltore ginevrino Kévin Golay - come spiega l'agenzia di stampa - cofondatore dell'associazione «Pollinea Action», che si dedica al contenimento del calabrone asiatico. Per cercare e identificare i nidi di questi insetti Golay e la sua squadra di lavoro usano una tecnica ben precisa, la cosiddetta telemetria. Ecco come funziona: gli apicoltori catturano singoli esemplari e li dotano di minuscoli trasmettitori radio. Quindi gli insetti tornano al loro rifugio e l'apicoltore segue il segnale tramite un'antenna, individuando così la posizione del nido. Una procedura è «necessaria», dato che i nidi sono spesso nascosti tra le foglie degli alberi. «Non appena viene localizzato il nido, il nostro lavoro di ricerca è concluso e interviene una squadra specialistica per la sua eliminazione», spiega Golay.

