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Svizzera
Il "Blick" scritto dai profughi
Il "Blick" scritto dai profughi
Il "Blick" scritto dai profughi
Redazione
11 anni fa
Gli articoli dell'edizione di oggi sono stati tutti realizzati da rifiugiati che vivono in Svizzera, uno da soli 42 giorni

Edizione inconsueta quella odierna del "Blick": la prima parte, non sportiva, del giornale zurighese è stata curata da tredici profughi di sei nazioni che hanno trovato rifugio in Svizzera. Tra i pezzi forti presentati ai lettori: una intervista collettiva alla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. Le foto dei 13 redattori straordinari appaiono in prima pagina, con il titolo cubitale "Abbiamo fatto questo Blick!". Alcuni sono già in Svizzera da qualche anno, l'ultimo, un 30enne giornalista iraniano, da soli 42 giorni. Fra i loro contributi - in parte seri ma in parte anche divertenti - figurano l'odissea sulla 'rotta balcanica' di un esiliato iraniano, un articolo su "che cosa significa essere ammesso provvisoriamente", l'esperienza di un 25enne eritreo per il quale lo Svizzera "non era il traguardo", una rubrica su parole o espressioni "bizzarre" del dialetto svizzerotedesco o il "primo incontro" di un giornalista srilankese con il folklore svizzero alla recente Festa federale di musica popolare ad Aarau. Nell'intervista la presidente e ministra di giustizia e polizia Sommaruga spiega la politica elvetica d'asilo e afferma che la Svizzera, come l'Europa, "può fare di più". "Dobbiamo sviluppare insieme una strategia europea", aggiunge. Interpellata sulla mancanza di spazio nei centri per richiedenti asilo, la consigliera federale risponde: "Avete ragione. Si sta stretti. È sicuramente difficile. Ma tutti hanno un posto".

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