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Svizzera
Il 60% dei casi in Svizzera riguarda le varianti
Filippo Suessli
6 anni fa
Le mutazioni del virus sono ormai diventate preponderanti nel nostro Paese, lo rivelano gli esperti dell’Ufficio federale della sanità pubblica

Sei casi su dieci di Covid-19 riguardano una variante. In Svizzera, ormai, le mutazioni del virus sono diventate preponderanti. Ad affermarlo è Virginie Masserey dell’Ufficio federale della sanità pubblica nel corso della conferenza stampa dei tecnici della Confederazione. La situazione, tuttavia, appare instabile ma positiva, ha spiegato.

Occhio alla psiche
Oltre al virus, l’Ufsp ha spiegato di essere preoccupato della psiche degli svizzeri, in particolare dei giovani che stanno vivendo questa situazione in una fase delicata della vita e della formazione della propria personalità. È per questo che l’Ufsp ha suggerito gli allentamenti che entreranno in vigore lunedì per gli under 20. Anche i giovani però, ha dichiarato Masserey, non devono abbandonare le misure di igiene accresciuta e la mascherina.

Task force: allentamenti mensili
Martin Ackermann, capo della Task Force del Consiglio federale, ha spiegato come il numero di casi, dopo essere calato significativamente da novembre (è dimezzato tre volte), ora rimane stabile. Questo perché se la variante originale del virus sta diminuendo, “le nuove mutazioni sono in crescita”. Per questo la Task force aveva suggerito allentamenti ogni quattro settimane e continua a sostenere questa tempistica. Secondo Ackermann non sono ancora state vaccinate abbastanza persone per riaprire tutto in un colpo solo. Ad avere ricevuto entrambe le dosi è circa il 2,5% della popolazione.

Situazione economica
In conferenza stampa è intervenuto anche Eric Scheidegger della Segreteria di Stato per l’economia. Per la Seco la situazione è relativamente positiva. Dopo il crollo di inizio 2020, l’estate ha portato una grande crescita. Il Pil è cresciuto anche nel quarto trimestre, dello 0,3%, nonostante la seconda ondata. Anche le chiusure di inizio anno, secondo gli osservatori della Confederazione, avrebbero avuto un impatto decisamente meno violento rispetto al primo confinamento della primavera scorsa.

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