
Il 58% degli svizzeri è favorevole al divieto totale della pubblicità per sigarette e affini e il 70% a una proibizione che non riguardi i punti di vendita. Lo dice uno studio pubblicato oggi dal Monitoraggio svizzero delle dipendenze, a tre giorni dal dibattito in Consiglio nazionale sulla nuova Legge sui prodotti del tabacco (LPTab). La popolazione, contrariamente a quanto deciso dalla Camera dei Cantoni, pare dunque essere molto ben disposta a misure forti di prevenzione contro il tabagismo. Le sorti della LPTab sono in bilico. Il progetto approvato dal Consiglio federale nel novembre del 2015, che mira a vietare la pubblicità per i prodotti del tabacco sui cartelloni posti negli spazi pubblici, nei cinema, sulla carta stampata e nei media elettronici, era stato aspramente contestato nella consultazione che ha preceduto il messaggio alle Camere. Ambienti sanitari, in particolare la Lega contro il cancro e la Lega polmonare svizzera, lo avevano giudicato troppo timoroso, l'economia troppo invasivo. Per gli Stati progetto troppo paternalistico In giugno il Consiglio degli Stati ha deciso di rinviare al governo il disegno di legge. I "senatori" hanno ritenuto eccessive le limitazioni proposte in materia di pubblicità, sponsorizzazione e promozione delle vendite. A loro avviso nulla prova che una riduzione della pubblicità provochi un calo dei consumi. Inoltre, per la Camera dei Cantoni la norma conferirebbe troppe competenze al Consiglio federale col rischio di generare insicurezza giuridica. Giovedì la palla passa al Nazionale. La commissione preparatoria, che si è occupata del tema a metà ottobre, è spaccata pressoché a metà con 12 voti contro il rinvio, 10 a favore e 3 astensioni. Il Monitoraggio svizzero delle dipendenze è un'inchiesta epidemiologica realizzata per conto dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Oggi ne sono stati pubblicati i risultati relativi al tabagismo (escluso il consumo di tabacco). L'indagine è stata compiuta negli anni 2015 e 2016 su un campione di 5000 persone di età superiore ai 15 anni contattato con la telefonia fissa. Da popolazione sì a severi divieti... La ricerca rivela che la popolazione è favorevole a severe restrizioni della pubblicità, più radicali di quelle previste dal governo, in aperto contrasto con la volontà del Consiglio degli Stati. Il 58,1% dei sondati è favorevole al divieto generalizzato di pubblicità. Nel 2014 questa percentuale era del 52,8%, e del 47,8% nel 2012. L'aumento, si legge nello studio, è statisticamente significativo. Ticinesi e grigionitaliani (69,5%) nonché i romandi (60,8%) sono più favorevoli alla misura rispetto agli svizzeri tedeschi (56,5%). Un divieto della pubblicità del tabacco ad eccezione dei punti vendita raccoglie il sostegno del 69,7% degli interrogati. Questa proporzione era rispettivamente del 63,4% e al 64,5% nel 2012 e 2014 (aumenti pure significativi). Inoltre il 59,0% della popolazione svizzera di 15 anni o più è a favore di un divieto generalizzato della sponsorizzazione di manifestazioni culturali e sportive. Il 48,8% è favorevole all'idea di vendere i prodotti del tabacco in confezioni neutre, senza logo né altri marchi distintivi. La proporzione di chi si dice piuttosto contrario raggiunge il 45,2% (con un 6,0% di "senza opinione"). Nel 2012 i pareri favorevoli erano il 42,7%, nel 2014 il 45,8% (aumenti significativi, la quota dei "senza opinione" rimane stabile tra il 5% e il 6%). ... e pacchetto a oltre 9 franchi L'aumento del prezzo del pacchetto di sigarette da 8,40 franchi a 9,30 franchi entro un anno ha raccolto consensi da parte del 61,5% degli interrogati. Il 55,1% dei fumatori occasionali sostiene la misura; senza sorpresa il 63,3% dei fumatori quotidiani non è invece per niente favorevole. Il 21,9% dei fumatori afferma di essere spesso spinto a riflettere sulla nocività del tabacco quando vede le avvertenze sui pacchetti di sigarette (percentuale simile a quella del 2012 e leggermente superiore a quella del 2014). Coloro che vi prestano attenzione raramente o mai rappresentano il 58,0%; nel 2012 e nel 2014 questa proporzione era rispettivamente del 54,9% e del 61,7%. Appello alla politica Con riferimento a questi risultati, la Lega polmonare svizzera in una nota chiede "al mondo politico di elaborare una legge sui prodotti del tabacco che preveda il divieto generalizzato di pubblicità, promozione e sponsoring, per il bene della gioventù". Analoga la reazione del centro di competenza nazionale Dipendenze Svizzera, che chiede al Consiglio nazionale di "correggere il tiro". Alcuni aspetti della LPTab non sono contestati: il divieto di consegnare campioni gratuiti, i provvedimenti proposti a tutela dei bambini e dei giovani (ossia il divieto in tutta la Svizzera di vendere a minori di 18 anni prodotti del tabacco) e l'istituzione di una base legale per i test d'acquisto.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

