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Svizzera
Il 12 settembre non sarà giorno festivo
©(C)FOTOPEDRAZZINI.CH
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Il Consiglio degli Stati ha bocciato la proposta del consigliere nazionale Heinz Siegenthaler, che voleva ricordare le conquiste introdotte con la nuova Costituzione federale.

In Svizzera il 12 settembre non sarà introdotto come giorno festivo per celebrare la democrazia. Il Consiglio degli Stati ha infatti bocciato la proposta del consigliere nazionale Heinz Siegenthaler (Centro/BE), che voleva introdurre una seconda festività, accanto al 1° agosto, per celebrare le conquiste introdotte il 12 settembre 1848, anno in cui è entrata in vigore la prima Costituzione federale. Tra le conquiste da celebrare, secondo Siegenthaler, lo Stato di diritto, la separazione dei poteri e il federalismo. La proposta era invece passata lo scorso maggio, quando il Nazionale l'aveva approvata con 94 voti favorevoli.   

I motivi del no

Il no è stato giustificato dal consigliere agli Stati Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH). L'introduzione di un ulteriore giorno festivo obbligherebbe le aziende a chiudere e ciò comporterebbe notevoli costi economici. Inoltre la rinuncia a un secondo giorno festivo non sminuisce in alcun modo l'importanza degli eventi del 1848 per la costruzione della Svizzera. Le attività legate al 175° anniversario della Costituzione hanno suscitato grande interesse fra la popolazione. Attività di questo tipo possono essere istituzionalizzate, secondo il "senatore" sciaffusano. Secondo Hans Stöckli (PS/BE), il 12 settembre non sembra suscitare enorme interesse, mentre a detta di Philippe Bauer (PLR/NE) la coesione nazionale si è costruita attorno al 1° agosto: a suo parere, un nuovo giorno festivo altererebbe questo particolare equilibrio. Anche la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider è dello stesso parere. "Il 1° agosto è radicato nella popolazione e rappresenta un giorno simbolico di fondazione. Scopo originario di quella data era quello di riconciliare i perdenti della guerra del Sonderbund ostili alla Costituzione", ha aggiunto. La perdita di fatturato in caso di un nuovo giorno festivo sarebbe di 600 milioni di franchi, ha precisato Baume-Schneider. 

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