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Guerra in Ucraina
Ignazio Cassis denuncerà le "recenti provocazioni" di Putin
© Shutterstock
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Keystone-ats
4 anni fa
Il presidente della Confederazione lo farà nell’incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il consigliere federale condannerà anche la minaccia nucleare.

"Chiederò al Ministro degli Esteri Lavrov di rinunciare a una nuova escalation di questa terribile guerra e di ritirare immediatamente le truppe russe". È quanto ha dichiarato Ignazio Cassis in una conferenza stampa a New York. Il presidente della Confederazione incontrerà il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York mercoledì mattina (ora locale). Il consigliere federale discuterà "delle recenti provocazioni del Presidente Putin". Cassis ha poi sottolineato “che questo intervento è in linea con la sentenza della Corte internazionale di giustizia del marzo 2022, che ha giudicato illegale l'invasione russa. L'annunciata mobilitazione parziale in Russia non è accettabile.”

“La guerra si concluderà solo con una soluzione diplomatica”

Anche i referendum sull'annessione dei territori occupati in Ucraina “sono illegali e non saranno riconosciuti dalla Svizzera”, ha dichiarato il presidente della Confederazione.

"Questa guerra si concluderà solo con una soluzione diplomatica. I canali di comunicazione e i contatti diplomatici sono importanti per evitare un'impasse ", ha detto Cassis.

“La Svizzera resta uno Stato neutrale”

“La Svizzera è sempre pronta ad offrire i suoi buoni uffici tra Ucraina e Russia.” Su richiesta dell'Ucraina, Berna ha già redatto un mandato di protezione per i cittadini ucraini in Russia e lo ha consegnato ai russi. Cassis chiederà a Lavrov a che punto è il dossier. “A prescindere dalla retorica russa, la Svizzera rimane uno Stato neutrale”, ha dichiarato il presidente della Confederazione. Si aspetta che Lavrov, che ha già incontrato ripetutamente come ministro degli esteri alle Nazioni Unite, sia disposto a dialogare. "La Svizzera è uno dei Paesi che non spinge per estromettere i russi dagli organismi multilaterali perché siamo convinti che il dialogo sia necessario", ha aggiunto.