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Il discorso
Ignazio Cassis a Düdingen: «La Svizzera va coltivata con pazienza»
©PETER KLAUNZER
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Ats
2 ore fa
Per il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) la Svizzera «non parte da Berna», ma dai villaggi e nelle famiglie «dove la gente si sveglia presto e lavora duro», si legge nella versione scritta del suo discorso

«La Svizzera non cade dal cielo», ma «va coltivata». Si è espresso così il consigliere federale Ignazio Cassis, oggi nell'ambito dei festeggiamenti per il 1° agosto a un brunch in fattoria a Düdingen (FR).

Per il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) la Svizzera «non parte da Berna», ma dai villaggi e nelle famiglie «dove la gente si sveglia presto e lavora duro», si legge nella versione scritta - bilingue, come lo è il canton Friburgo - del suo discorso.

L'esponente del PLR ha citato le difficoltà che stanno attanagliando gli agricoltori, come la siccità e il caldo. Invece di alzare gli occhi al cielo alla ricerca della pioggia, altri lo fanno «per i missili. Viviamo in un'epoca in cui il mondo appare più instabile, più imprevedibile», ha sottolineato.

In Svizzera le famiglie si riuniscono, i bambini giocano assieme e le fattorie aprono le loro porte, una cosa che ci pare normale ma non lo è ovunque. «Ciò ci ricorda una semplice verità: la Svizzera non cade dal cielo. Va coltivata, come un campo, con lavoro, pazienza e fiducia».

Le persone che curano la terra curano anche il Paese ha aggiunto il ticinese: «Un buon raccolto non si improvvisa, ogni raccolto è una scommessa sul futuro. Lo si prepara, lo si protegge, lo si trasmette. La stessa cosa vale per la Svizzera».

La pazienza è necessaria per l'agricoltura, ma si applica pure alla neutralità elvetica, ha proseguito Cassis, riferendosi al tema dell'iniziativa UDC sulla quale la popolazione sarà chiamata a votare il 27 settembre.

«La nostra neutralità non è fine a sé stessa, ma è un mezzo al servizio della nostra libertà, della nostra sicurezza e della nostra prosperità. Essere neutrali non significa voltare lo sguardo, bensì osservare e restare liberi per poter agire quando serve al nostro Paese», ha concluso.