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Vallese
Identificate tutte le vittime della tragedia di Crans-Montana
Redazione
3 mesi fa
Tra le ultime 16 persone riconosciute figurano quattro svizzere; le famiglie di tutti i 40 deceduti sono state informate dalle autorità.

I 40 corpi rinvenuti sul luogo dell’incendio di Crans-Montana sono stati identificati, ha annunciato Frédéric Gisler, comandante della polizia cantonale vallesana, durante l’edizione speciale della RTS di questa domenica sera. Tutte le famiglie sono state informate.

Identificati i corpi delle ultime 16 vittime

Poco dopo, la polizia cantonale vallesana ha comunicato che è stato possibile identificare anche i corpi delle ultime 16 vittime. Si tratta di quattro svizzere di 15 anni (due casi), 22 e 24 anni (una con doppia cittadinanza svizzera/francese); tre italiani di 15 e 16 anni (due casi); una portoghese di 22 anni; una belga di 17 anni; e sette francesi di 14, 15 (una con tripla cittadinanza francese/israeliana/britannica), 17, 20, 23, 26 e 33 anni.

La maggioranza dei morti è giovanissima

Due persone avevano solo 14 anni e sei 15. La fascia più colpita è quella dei sedicenni, con nove vittime, seguita dai diciottenni, che sono sei. Si contano inoltre tre vittime di 17 anni. Tra i giovani adulti, due persone avevano 20 anni, tre 21 anni e altre tre 22 anni. Una vittima aveva 23 anni, due avevano 24 anni e una 26 anni. Completano il bilancio una persona di 33 anni e una di 39 anni. La maggior parte delle persone decedute era di cittadinanza svizzera (con 22 vittime).

Riconosciuti 113 feriti

In base alle ultime informazioni disponibili, delle 119 persone ferite finora è stato possibile identificarne 113: tra questi vi sono 71 sono svizzeri, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi, nonché un bosniaco, un polacco, un belga, un lussemburghese e un portoghese. La maggior parte dei pazienti si trova in condizioni critiche a causa delle gravi ustioni riportate.

Supporto internazionale per i pazienti con ustioni gravi

Tutti i feriti hanno ricevuto le prime cure negli ospedali elvetici. Tuttavia, a causa dell'elevato numero di pazienti con ustioni gravi, le capacità disponibili in Svizzera non sono sufficienti per assicurare il miglior trattamento possibile a lungo termine. Berna ha quindi richiesto supporto internazionale tramite il Meccanismo di protezione civile dell'Ue, previsto per eventi straordinari di questo tipo. Il 2 e 3 gennaio 35 persone sono state trasportate verso cliniche specializzate in Europa: 7 pazienti in Belgio, 7 in Germania, 15 in Francia e 6 in Italia. I trasferimenti riguardano sia cittadini svizzeri che stranieri.

Le indagini proseguono

In totale, 40 persone decedute sono state identificate grazie all’intenso lavoro svolto dalla polizia cantonale, dal Disaster Victim Identification (DSI) e dall’istituto di medicina legale. Le indagini proseguono attivamente. Per rispetto dei familiari, precisa la polizia, al momento non verranno diffuse ulteriori informazioni (ad esempio il luogo di residenza).