
Dopo il caso Pierre Maudet, finito sotto inchiesta a Ginevra per "accettazione di vantaggi" per un viaggio ad Abu Dhabi nel novembre 2015, un altro politico balza agli onori della cronaca per i suoi "discutibili" viaggi in terra russa. Si tratta del ministro delle finanze vodese Pascal Broulis, già finito nel mirino per le sue pratiche fiscali (vedi articoli suggeriti).
Il Tages-Anzeiger oggi si sofferma sui viaggi del ministro vodese in Russia, effettuati più volte assieme al miliardario Frederik Paulsen, uno dei suoi migliori contribuenti e che, stando alla rivista Bilanz, figura tra i 100 più ricchi in Svizzera. I rapporti tra i due, sottolinea il giornale, sono stretti. Il dipartimento delle finanze di Broulis ha concesso nel 2006 un'esenzione di tasse per dieci anni alla ditta farmaceutica Ferring in mano a Paulsen. Quest'ultimo nel 2016 aveva deciso di mantenere la sede della ditta nel Canton Vaud per le buone condizioni fiscali. Ma Paulsen ha anche un'altra importante funzione: rappresenta la Russia come console onorario a Losanna ed ha buoni contatti con Putin, tanto che gli è stato conferito l'Ordine dell'amicizia.
"Ho effettuato i viaggi privatamente durante le mie vacanze, pagando io stesso i conti" si è difeso Broulis, interpellato dal Tages-Anzeiger. Ma per il giornale c'è un problema di trasparenza, soprattutto se i viaggi sono stati effettuati con uno dei migliori contribuenti del Cantone. E alcune foto metterebbero in dubbio il carattere privato di questi viaggi, con incontri ufficiali con rappresentati regionali nelle sale di palazzo.
Gli esperti di corruzione mettono in guardia. Per Alex Biscaro di Transparency International è molto discutibile il fatto che "ci siano politici che non tengono assolutamente in conto potenziali conflitti di interesse".
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