
Successione Ueli Maurer, questo pomeriggio potrebbe arrivare il colpo di scena. Attorno alle 16, infatti, i Verdi renderanno nota la loro decisione in merito ad una possibile candidatura al Consiglio federale.
I Verdi “hanno più diritto ad un seggio che l’UDC al secondo”
Dal 2019 gli ecologisti rivendicano un posto nell’esecutivo federale. Tre anni fa l’Assemblea federale fermò l’assalto di Regula Rytz al secondo seggio PLR, quello occupato da Ignazio Cassis. Da qui la voglia -forse- di riprovarci, forti soprattutto dei numeri. “I Verdi hanno più diritto ad un seggio che non l’UDC al secondo. Questo è un argomento”, ha spiegato a Ticinonews la consigliera nazionale ecologista Greta Gysin. “Inoltre l’UDC è co-responsabile del fatto che i Verdi non siano ancora rappresentati in Consiglio federale perché nel 2019 non hanno sostenuto la legittima candidatura di Rytz. Questo potrebbe essere un altro argomento per attaccare il seggio di Maurer”.
“Abbiamo i numeri per rivendicare il posto”
C’è forse il timore, in casa ecologista, di non riuscire a ripetere i numeri di tre anni fa? “No, perché dall’onda verde del 2019 in ogni elezione cantonale e comunale siamo riusciti a confermare la nostra forza e in tanti cantoni i numeri sono aumentati. È da allora che numericamente avremmo diritto a un seggio in Consiglio federale. Questa potrebbe essere l’occasione per ribadire che questo diritto ci è stato negato dalla maggioranza nell’Assemblea federale”, ha detto la consigliera nazionale ticinese.
“Una candidatura per rivendicare un diritto”
Se i Verdi si candideranno o meno per il posto lasciato libero da Mauer lo si saprà solo questo pomeriggio. Ma Gysin di una cosa sembra certa: “Tutti i segnali indicano che se dovessimo presentare un candidato o una candidata non vinceremo questa elezione. Si tratterebbe di una candidatura per ribadire un diritto, riconfermare la nostra volontà di essere presenti anche nell’esecutivo federale. Non è una candidatura fatta con la consapevolezza di avere delle possibilità di vincerla”.

