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Votazioni
I Verdi: «La neutralità climatica resta un obbligo»
Red. Online
12 ore fa
Il partito ecologista si rammarica per il «no» alle urne espresso oggi dagli svizzeri sull'iniziativa per un fondo per il clima - Soddisfazione invece per la bocciatura dell'iniziativa SSR.

Verdi Svizzera e Verdi del Ticino esprimono «profonda delusione» per il rifiuto dell'iniziativa per un fondo per il clima. Nonostante l'esito della votazione, «il mandato democratico resta chiaro: la neutralità climatica è un obiettivo prioritario scritto nella legge e sostenuto dalla popolazione, come evidenziato dal barometro delle apprensioni: il cambiamento climatico è da anni una delle principali preoccupazioni della popolazione».

Responsabilità e fatti scientifici

Oggi l'elettorato – secondo gli ecologisti – «ha respinto uno strumento di finanziamento concreto e socialmente accettabile, consegnando così un chiaro mandato al consigliere federale Albert Rösti e alla maggioranza di destra, che ora hanno l'obbligo di presentare soluzioni scientificamente fondate per gli obiettivi sanciti per legge». Durante tutta la campagna referendaria, «la scienza è stata ripetutamente screditata dal consigliere federale Albert Rösti e da Economiesuisse. Il nostro impegno per la protezione del clima e per un futuro vivibile rimane immutato». Per i Verdi la strada da seguire è chiara: addio alle fonti fossili; basta tagli al clima; energie rinnovabili.

«Un chiaro ‘no’ a difesa del Ticino e della Rsi»

Viene invece accolta con grande soddisfazione la bocciatura dell'iniziativa «200 franchi bastano». La popolazione «ha lanciato un segnale inequivocabile a sostegno del servizio pubblico radiotelevisivo. Per il Ticino e la Svizzera italiana, il risultato di oggi non è solo una vittoria per la democrazia, ma una garanzia per la nostra identità culturale e per la tutela di centinaia di posti di lavoro». Come ricorda Greta Gysin, consigliera nazionale Verdi del Ticino, «l'accettazione dell'iniziativa avrebbe messo a rischio tra i 500 e i 700 posti di lavoro diretti nel nostro cantone, senza contare quelli indiretti dovuti al mancato indotto economico».

Imposizione individuale e dumping

Soddisfazione viene espressa anche per l'accettazione dell'imposizione individuale, «che abbiamo contribuito a plasmare in modo decisivo in Parlamento». Il nuovo sistema, approvato proprio l'8 marzo, «è una vittoria per la parità e per una società moderna e più equa». C’è invece rammarico da parte dei Verdi del Ticino per la bocciatura dell’iniziativa contro il dumping salariale. «È una mancata occasione per intervenire concretamente in un mercato del lavoro segnato da salari da fame e precarietà». Nonostante il risultato, «i problemi strutturali del nostro cantone permangono e restano irrisolti. La nostra mobilitazione non si ferma quindi qui; continueremo a batterci in Gran Consiglio per ottenere controlli più severi e trasparenza, perché il ‘no’ di oggi non deve diventare un lasciapassare per lo sfruttamento e la concorrenza sleale sulla pelle di chi lavora».