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Grandi parchi alpini
I vallesani respingono l'iter di costruzione accelerata
Foto Shutterstock
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La votazione è stata sostenuta da partiti ed associazioni ambientaliste, che ritengono questi progetti troppo invasivi per l'ecosistema alpino. Gli stesso ritengono che bisognerebbe sfruttare i tetti delle strutture già esistenti.

I vallesani hanno respinto oggi il decreto che consente di accelerare le procedure di autorizzazione dei grandi progetti solari alpini. La commissione cantonale delle costruzioni rimane l'istanza competente per permettere tali impianti. Il decreto concernente la procedura di autorizzazione di costruire grandi impianti fotovoltaici è stato respinto dal 53,94% dei votanti. La partecipazione è stata del 35,72%. Di conseguenza, il decreto entrato in vigore il 17 febbraio 2023 è abrogato con effetto immediato. Quanto ai progetti solari alpini già annunciati in Vallese, potranno concretizzarsi, ma seguendo l'iter abituale. I progetti solari alpini potranno ancora essere realizzati nella regione, ma non potranno beneficiare dei sussidi federali e dovranno seguire un processo di approvazione più lungo. 

Vallese basso e centrale fortemente contrari, Alto Vallese decisamente pro

Nella votazione odierna si è constatata una grande disparità tra la parte francofona e quella germanofona del cantone: il Basso Vallese e il Vallese centrale hanno respinto il decreto con oltre il 61%, mentre l'Alto Vallese l'ha accolto con il 68% circa.

La questione

Il decreto in questione era stato approvato in febbraio dal Parlamento cantonale con lo scopo di facilitare ed accelerare il processo di approvazione della costruzione di grandi parchi solari in montagna, spiega Swissinfo. Secondo la sezione locale del Partito ecologista svizzero, Pro natura ed altre sette organizzazioni - all'origine della votazione - la legge non tiene conto della natura e i pannelli in questione andrebbero installati sui tetti degli edifici esistenti.