
“Questo virus non va a colpire la persona a seconda dell'orientamento sessuale. Si trasmette tramite un rapporto intimo, ma anche con un faccia a faccia prolungato tra due persone che non hanno una relazione sessuale. Si può addirittura trasmettere attraverso degli indumenti. Ci sono casi di persone che hanno dormito nello stesso letto, a contatto con le stesse lenzuola, e si sono contaminati”, ha detto l’esperto. “I primi cluster di questo virus, partito dalla Spagna, si sono trasmessi in una comunità di uomini che hanno relazioni sessuali con altri uomini, e qui c'è stato l'effetto boomerang che oggi tocca più del 95% degli uomini omosessuali che hanno relazioni sessuali. Ma ci possiamo aspettare che il Vaiolo delle scimmie colpirà altre persone, siano esse donne, bambini, adulti.”
Vaccino in arrivo
Per quanto riguarda la tempistica dell'acquisto del vaccino, mi fa ricordare lo stesso fenomeno che abbiamo avuto con il vaccino per il Covid, quando l'Inghilterra è stata la prima ad averlo”, ha spiegato l’infettivologo Alessandro Diana. “Ci stiamo tutti allineando, è una questione di settimane. Avere 100 mila dosi è già un buon inizio, questi preparati all’inizio saranno raccomandati alle persone più a rischio, anche se in futuro tutti rischiamo di essere confrontato con il Vaiolo delle scimmie. Adesso c’è una fascia della popolazione a rischio e per fortuna abbiamo a disposizione i vaccini per queste persone. Il vaccino è un siero contro il vaiolo, ma all'85% funziona anche contro le complicazioni del vaiolo delle scimmie. Ci sono dei dati che ci permettono di poterne fare uso per il vaiolo delle scimmie. Si tratta di un preparato di terza generazione, significa che il virus -benché attenuato- non si replica. Questo ci dà molte certezze sul profilo della sicurezza di questo vaccino”.
Questione privacy
“Molto probabilmente ci sono già dei punti dove la comunità lgbtq+ ha accesso a delle cure”, ha affermato Diana. “Probabilmente in Svizzera i centri di vaccinazione saranno organizzati lì dove queste persone vanno a cercare terapie o profilassi per l'HIV. Ci si dovrà annunciare, perché questa vaccinazione non è aperta a tutti. Questo implica che la persona che si annuncia per un vaccino dichiari anche il proprio orientamento sessuale. Ma non dimentichiamo, come in tutte le professioni, che abbiamo il dovere del segreto di tutela professionale. Queste non sono informazioni che vanno divulgate.”

