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Terremoti
I soccorritori svizzeri pianificano il rientro
© Swiss Humanitarian Aid Unit
© Swiss Humanitarian Aid Unit
Keystone-ats
4 anni fa
I tempi sono ancora incerti, ma si prospetta il rientro in Svizzera per i soccorritori e i cani giunti in Turchia per sostenere le autorità locali dopo il terremoto di lunedì.

Cinque giorni dopo il devastante terremoto avvenuto nella zona di confine tra Turchia e Siria è in corso il passaggio di consegne delle squadre di soccorso svizzere con i cani, intervenute molto rapidamente, a quelle appena arrivate da altri paesi. Il compito è ora quello di pianificare il ritorno in patria. Le persone e i cani inviati sul posto hanno dato il massimo e sono ormai esausti, ha indicato oggi a Keystone-Ats Linda Hornisberger, portavoce della Società svizzera per cani da ricerca e da salvataggio. Ora ha più senso ricorrere a forze fresche.

Tornare a casa incolumi

Non si rinuncia a cercare le persone ancora vive, ma "il tempo sta per scadere", afferma l'addetta stampa. Spetta al governo turco stabilire quando la fase di ricerca è terminata: a quel punto si evidenzieranno le nuove esigenze, come ad esempio l'ulteriore assistenza medica o la valutazione delle condizioni degli edifici. Per Redog è importante che le squadre tornino a casa incolumi e che non succeda qualcosa proprio alla fine della missione. Il piano è che rientrino nella Confederazione con la squadra di soccorso svizzera che sta lavorando nella provincia meridionale turca di Hatay. A questo proposito i tempi sono ancora incerti: si prevede che la missione durerà sino a dieci giorni, ha fatto sapere Valentin Clivaz, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Oltre 10 milioni di franchi raccolti

Intanto prosegue la colletta avviata dalla Catena della Solidarietà, che ha permesso di raccogliere 13 milioni di franchi. La fondazione che gestisce l'organizzazione descrive come impressionante l'ondata di solidarietà e simpatia espressa dalla popolazione svizzera.

Altri salvataggi miracolosi

Una bambina di due anni, nel frattempo, è stata estratta viva dalle macerie del terremoto dopo 122 ore. Lo riferisce il quotidiano turco Anadolu. La piccola è stata trovata nel distretto di Antakya, nella provincia di Hatay. Successivamente, dopo 124,5 ore sotto le macerie, è stata tratta in salvo un'anziana di 83 anni nella provincia di Malatya. Secondo la Cnn Turk, inoltre, un ragazzo di 16 anni- è stato tratto in salvo dopo 119 ore nella città turca di Kahramanmaras.

Un bilancio che continua ad aggravarsi

Il bilancio delle vittime provocate dai terremoti è salito purtroppo ad almeno 24'218 morti, secondo quanto riferisce Sky News. In Siria le vittime sono almeno 3'553, di cui oltre 2'000 nel nord-ovest controllato dai ribelli, e circa 1'300 nelle aree controllate dal governo.

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