
I film di James Bond ci hanno abituati bene: auto di lusso, belle donne, comunicazioni criptate tramite telefoni e radio hi-tech. Chissà che Daniel M., il il 54enne cittadino svizzero arrestato venerdì a Francoforte (D) per presunto spionaggio (vedi articoli suggeriti), non abbia qualcosa da recriminare. Se non per le comunicazioni top secret con i suoi presunti mandanti del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) avvenute tramite un semplicissimo telefonino con una prepagata della Coop, sicuramente per al decisione svizzera di non volersi assumere le spese processuali.
Il legale dell’uomo, l’avvocato Valentin Landmann, ha infatti rilasciato un’intervista al Blick nella quale punta il dito contro il SIC, “colpevole” di aver abbandonato il proprio agente. “Addirittura la Procura federale vorrebbe indagare il mio cliente – ha tuonato – Un simile comportamento danneggia la Svizzera”.
Il SIC, stando a quanto riferisce il quotidiano zurighese, non intende rimborsare al proprio ex agente le spese processuali. Una mossa che il legale definito “politica”.
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