
Nuove nubi sulle collaborazioni tra Svizzera e Arabia saudita, dopo le discussioni tra Johan Schneider Ammann e Simonetta Sommaruga in merito a un blocco delle esportazioni di materiale bellico (vedi articolo suggerito).
Se da un lato il presidente del costruttore aeronautico nidvaldese Pilatus Oscar Schwenk ha dichiarato in un'intervista pubblicata oggi dai settimanali "Zentralschweiz am Sonntag" e "Ostschweiz am Sonntag" che le autorità elvetiche erano state debitamente informate del contratto con l’Aeronautica saudita, dall’altro il “SonntagsBlick” getta nuova benzina sul fuoco con la pubblicazione di un’inchiesta secondo cui le truppe di Riad utilizzerebbero dei fucili d’assalto SIG nel conflitto in Yemen.
Il foglio zurighese ha pubblicato una forografia risalente a fine 2017 dove si possono vedere dei militari sauditi imbracciare armi svizzere, ovvero dei fucili d’assalto SIG SG 552 Commando prodotti dalla Swiss Arms AG di Neuhausen am Rheinfall. Le armi sono una versione destinata alle truppe speciali del Fass90 in dotazione all’Esercito svizzero.
Swiss Arms, dal canto suo, ha ammesso di aver venduto simili armi all’Arabia Saudita, precisando che il tutto si è svolto "nel rispetto delle regole". Nel 2006, infatti, la SECO aveva autorizzato la vendita di 106 fucili d’assalto del tipo 552 alla Marina saudita.
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