
Gli 007 svizzeri hanno avuto un ruolo importante nello smascherare gli agenti russi fermati in aprile in Olanda (e poi espulsi) per il tentativo d'infiltrazione nel database informatico dell'Opac, l'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche all'Aia. A ribadirlo, in un'intervista rilasciata al Corriere del Ticino, l'ex capo dei servizi segreti svizzeri Peter Regli.
"I servizi occidentali (il SIC incluso) hanno fatto un ottimo lavoro di controspionaggio" commenta Regli. "I russi erano troppo sicuri di sé stessi. Hanno fatto errori capitali, che non dovrebbero capitare a professionisti del GRU. Così facendo hanno perso la faccia".
Anche la Svizzera era finita nel mirino dei russi, in particolare il Laboratorio di Spiez, istituto federale per la protezione NBC (nucleare. biologica e chimica). Quest'ultimo aveva partecipato alle analisi dell'agente nervino utilizzato per avvelenare a Salisbury, in Inghilterra, l'agente doppio russo Serghiei Skripal e la figlia Yulia, sopravvissuti all'attacco.
Secondo Regli la risposta del DFAE è stata adeguata e una reazione più dura non condurrebbe a nulla.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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