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Svizzera
I responsabili della sicurezza comunali vallesani: «Preoccupati e arrabbiati con il Cantone»
©CYRIL ZINGARO
©CYRIL ZINGARO
Redazione
2 ore fa
Dopo la tragedia di Crans-Montana, il settore si sente sotto pressione – L'incontro con il Cantone crea insoddisfazione: «Da anni segnaliamo l'impossibilità di portare a termine la nostra missione»

I responsabili della sicurezza comunali vallesani starebbero pensando di dimettersi. È quanto rivela la RTS, che descrive una situazione di preoccupazione e rabbia. Andando con ordine, mercoledì il Cantone ha convocato tutto i responsabili della sicurezza comunale del Vallese romando per discutere delle conseguenze della tragedia di Crans-Montana. Un incontro molto atteso che, tuttavia, non è andato esattamente come previsto. 

Al termine della riunione, durata due ore, i dipendenti hanno formulato infatti forte critiche nei confronti del Cantone. Contattati dalla RTS, hanno dichiarato, in forma anonima, di un incontro «fallito», dal momento che il Cantone non ha risposto a quelle che erano le loro principali domande. «Da anni segnaliamo l'impossibilità di portare a termine la nostra missione. Cosa intende fare il Cantone per cambiare questa situazione? Si parla di una nuova legge, ma quando sarà pronta?», ha dichiarato uno dei dipendenti.

Tra i responsabili della sicurezza comunali vallesani, insomma, c'è insoddisfazione. Soprattutto perché il Cantone non ha fornito una risposta adeguata nemmeno alle domande «più concrete», seppur abbia preso nota, promettendo di rispondere per iscritto, entro la fine del mese, alle 270 domande che gli sono state poste.

Come avverte sempre la RTS, dopo questo incontro lo scenario di dimissioni di diversi responsabili della sicurezza è stato preso sul serio da vari politici, che hanno fatto il punto della situazione con i propri responsabili della sicurezza tra mercoledì sera e giovedì mattina. Molti di loro sono arrabbiati. Nel settore c'è «panico», soprattutto ora, dal momento che l'attuale e l'ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana sono indagati per la strage di Capodanno. «Si attribuiscono responsabilità enormi a persone che a volte guadagnano solo 5000 franchi al mese», ha dichiarato il presidente di un comune vallesano. 

Il Cantone, dal canto suo, ha parlato di «scambi costruttivi». In particolare, Marie Claude Noth-Ecoeur, capo del Servizio cantonale di sicurezza, ha sottolineato che i partecipanti all'incontro hanno potuto raccontare le loro esperienze, «alimentando così il lavoro di riflessione avviato», soprattutto per quanto concerne la revisione della legge cantonale sulla protezione antincendio.