
Tra i 22mila documenti segreti che la milizia terroristica dello Stato Islamico ha perso a causa di una fuga di dati (perdita che è stata resa pubblica settimana scorsa) compaiono anche i nomi di alcuni cittadini svizzeri. Lo rivelano il Tages-Anzeiger e la trasmissione "10vor10" della televisione svizzero-tedesca SRF, che sono venuti in possesso di quattro questionari con i quali sono stati recrutati jihadisti provenienti dal nostro paese o che hanno avuto una relazione con la Svizzera. Si tratta di persone che hanno viaggiato nel territorio controllato dall'ISIS tra il 2013 e il 2014.
Uno dei quattro jihadisti è un 32enne svizzero che prima del suo viaggio in Siria era domiciliato in Vallese. Nel questionario aveva indicato la professione di sanitario e fotografo. Nel documento figura inoltre il suo desiderio di essere attivo come "combattente" e non come "kamikaze". È stato registrato come "celibe" e "senza figli". Era pure stato annotato che le sue conoscenze sulla Sharia erano "basse". Come persona di contatto in caso di morte era stata indicata il padre.
L'uomo ha nel frattempo fatto ritorno in patria ed è l'unico ad essere stato condannato dal Ministero pubblico a 600 ore di lavori di pubblica utilità, oltre a dover seguire una cura psicoterapeutica.
Il 32enne si era fatto recrutare attraverso un sito internet francese e attraverso un mediatore in Francia aveva raggiunto la Siria per iniziare il corso di addestramento. Ma l'esercizione di due settimane era troppo brutale per il 32enne, tanto da fargli cambiare idea e fare ritorno in Svizzera.
Il secondo dei quattro jihadisti è un 25enne svizzero di origine algerina (l'uomo raffigurato nella foto a sinistra). Il giovane ha lasciato il suo domicilio nel canton Vaud nell'ottobre 2013, per raggiungere le milizie ISIS in Siria, dove si troverebbe tuttora. Alla fine del 2014 la Sonntagszeitung aveva riportato che il giovane era nato e cresciuto in un ambiente cristiano, per poi convertirsi ancora in giovane età all'Islam. Prima di raggiungere l'ISIS, si legge nel suo questionario, si è precedentemente affiliato ad altri tre gruppi di stampo estremista.
Nei questionari compaiono poi altre due persone che hanno un legame con la Svizzera. Si tratta di un 39enne marocchino che ha vissuto 11 mesi su suolo elvetico. Rimane sconosciuto il suo luogo di residenza. È sposato e ha due figli. Il secondo è un 45enne egiziano, che ha vissuto in un comune sul lago di Ginevra. Risulta celibe con un figlio. Entrambi vengono designati come "combattenti" nei documenti e si troverebbero tuttora in Siria.
I quattro profili sono stati inviati alla televisione e al giornale svizzero tedesco da alcuni media tedeschi. Non si esclude che tra gli altri documenti sequestrati possano emergere altri nomi di jihadisti che hanno un legame con il nostro paese.
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