
Dopo la stangata dello scorso anno continuano le pessime notizie per gli assicurati: i premi della cassa malati sono infatti destinati a salire anche nel 2025. L'evoluzione dei premi segue quella dei costi della sanità e quelli del 2023 e del primo trimestre di quest’anno sono aumentati. "L’aumento dei costi lo vediamo, ma è minore dell’anno scorso (4,5% nel 2023, 4% nel 2024). Non sappiamo ancora se questo minore aumento sarà visibile anche nei mesi futuri", ha dichiarato ai microfoni di Ticinonews il direttore di curafutura Pius Zängerle durante il suo annuale incontro con la stampa.
curafutura non si sbilancia
L’aumento dunque c’è stato, ma è inferiore rispetto a quello del 2022 che ha portato alla stangata dello scorso anno. I premi saranno destinati a salire, ma in percentuale inferiore. Se qualche giorno fa Comparis ha affermato che i premi dell’assicurazione malattia di base aumenteranno in media del 6% e che in certe regioni l’incremento potrebbe superare il 10%, curafutura non si sbilancia troppo sul possibile aumento percentuale. "Noi ci aspettiamo quindi un aumento, in quanto i costi non diminuiscono. Vedremo in settembre come hanno è stato fatto il calcolo, ma non si può dire adesso di quanti punti percentuali sarà", afferma Zängerle.
Il TARDOC e l'EFAS
Il continuo aumento dei costi per curafutura potrebbe essere però contenuto, per questo da anni promuove la sostituzione del tariffario TARMED, definito obsoleto in quanto basato su dati degli anni '90 e non più rappresentativo dei costi reali, con quello delle prestazioni mediche ambulatoriali denominato TARDOC. Introduzione che il Consiglio Federale continua a rimandare. "È molto importante che questa parte della sanità abbia un tariffario adeguato per un volume di 13 miliardi di franchi per anno. Adesso siamo a un punto in cui aspettiamo finalmente l’accettazione del TARDOC", chiarisce il direttore di curafutura. Un altro tassello, che sarà oggetto di una votazione in autunno concerne l’EFAS, ovvero il finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali. Il sistema attuale di finanziamento non è uniforme: l’80% degli interventi elettivi avviene nello stazionario e solo il 20% nell’ambulatoriale. L’intento è di cambiare questa tendenza che risulta essere onerosa. Un cambiamento "necessario perché più sicuro" secondo Zängerle.
"Un legame fatale quello con lo sviluppo economico"
Tema caldo anche le imminenti votazioni del 9 giugno dove sono ben due gli oggetti legati alla sanità. Se sull’iniziativa socialista non sono state esplicitate particolari raccomandazioni, ben diversa la posizione del mondo medico sul rimedio del Centro per alleviare l’onere dei premi sanitari. "Siamo molto contrari a questa iniziativa", ha dichiarato a Ticinonews la presidente della federazione dei medici svizzeri Yvonne Gilli. "Perché permette - ha continuato - premi inferiori, ma in verità risparmia solo sui costi dell’assicurazione di base obbligatoria e lega i costi alla congiuntura e allo sviluppo dei salari". "In Ticino, che è stato colpito particolarmente dalla pandemia, si vede cosa succederebbe in dei momenti in cui l’economica è praticamente ferma, riducendo le risorse per l’assistenza sanitaria delle persone. Quando la situazione economica è difficile, i costi della sanità sono superiori. È dunque un legame fatale quello con lo sviluppo economico", ha concluso Gilli.

