
Si mente in politica? La risposta è ovviamente si, al pari di molti altri aspetti della vita quotidiana. Si mente sul lavoro, in una relazione e certamente anche tra i banchi del consiglio comunale fino ad arrivare a Palazzo federale.
Il tema è tornato d’attualità “grazie” a Donald Trump, accusato a più riprese di essere un mentitore seriale. E la Neue Zürcher Zeitung ha voluto gettare un occhio anche in Svizzera. “I politici svizzeri mentono, ma lo fanno in maniera più elegante”, ha chiosato il quotidiano zurighese. In sostanza, i nasi si allungano anche a Palazzo federale, ma in modo “più bello”. Anche le bugie basate su percezioni personali e sul populismo invece che su fatti concreti sono ritenute “socialmente accettabili“.
Molti politici di casa nostra tendono inoltre a giustificare le loro bugie o mezze verità con argomentazioni di carattere morale, mentre a Trump viene rimproverato di mentire spinto dal suo populismo.Per la NZZ la scena politica svizzera è stata dominata da due “mentitori” d’eccezione: Christoph Blocher e Moritz Leuenberger. I due ex consiglieri federali sono più volte confrontati con il tema e sono giunti alla stessa conclusione: “Ci si può distanziare dalla verità se si serve una buona causa”.
“Ci sono situazioni in cui un politico deve mentire”, aveva spiegato Blocher alla Aargauer Zeitung nel 2015, in relazione all’affare-Hildebrand. In campagna elettorale può capitare che si menta basandosi su percezioni soggettive, ma il quotidiano zurighese “assolve” i nostri politici: “Fino a prova contraria vale la presunzione di innocenza: se mentono, lo fanno per buone ragioni”.
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